Periodo storico
Età arcaica e classica greca (VIII secolo a.C. e successivi)
Tipologia
Divinità maggiore
Domini
Riferimenti
Identificato con Giove nella religione romana (interpretatio romana); confrontabile con Odino nella mitologia norrena e con Ra nella mitologia egizia come figura di sovrano divino del pantheon.
Fonti
Esiodo, Teogonia, vv. 453-506 (nascita e Titanomachia) e 617-735 (Gigantomachia); Omero, Iliade, libro I (autorità sugli dèi); Apollodoro, Biblioteca, I.1-I.2.

Zeus

Ζεύς (Zeús)
Zeus è il re degli dèi dell'Olimpo e sovrano del cosmo nella mitologia greca, signore del cielo, del tuono e della giustizia, garante dell'ordine tra dèi e uomini.

Zeus è la divinità suprema del pantheon greco, signore del cielo, del tuono e della giustizia. Figlio di Crono e Rea, sfuggì al tentativo del padre di divorarlo grazie all’intervento della madre, che lo nascose a Creta e ingannò Crono facendogli inghiottire una pietra fasciata al posto del neonato (Esiodo, Teogonia, vv. 453-491).

Divenuto adulto, Zeus guidò la rivolta degli dèi olimpi contro i Titani nella Titanomachia, un conflitto decennale conclusosi con la vittoria degli Olimpi e la spartizione del cosmo tra Zeus (cielo), Poseidone (mare) e Ade (regno dei morti) (Esiodo, Teogonia, vv. 617-735). Da allora Zeus governa il cosmo dalla vetta del Monte Olimpo, dimora degli dèi, che come altre montagne sacre del mondo antico è discussa in Montagne sacre a confronto.

Come re degli dèi, Zeus regola i rapporti tra il divino e l’umano, punisce lo spergiuro e protegge l’ospitalità (xenia). Dalle sue numerose unioni nacquero divinità come Atena, Apollo e Artemide, oltre a eroi come Eracle.

Nella tradizione romana, Zeus fu identificato con Giove, sovrano del pantheon capitolino: un’equivalenza che non va letta come semplice sovrapposizione, poiché le due figure svilupparono nel tempo funzioni religiose e politiche distinte.

Il culto di Zeus si articolava attorno a numerosi epiteti che ne definivano le funzioni specifiche: come Zeus Xenios tutelava le leggi dell’ospitalità, come Zeus Horkios vigilava sul rispetto dei giuramenti, mentre come Zeus Ombrios era invocato per la pioggia fertilizzante. Il santuario oracolare di Dodona, tra i più antichi della Grecia, lo venerava attraverso il fruscio delle foglie di una quercia sacra; a Olimpia sorgeva invece il suo tempio più celebre, che ospitava la statua crisoelefantina realizzata da Fidia, annoverata tra le Sette Meraviglie del mondo antico (Pausania, Descrizione della Grecia, V.11).

Diversi episodi mitologici illustrano la duplice natura di Zeus, insieme garante dell’ordine cosmico e protagonista di trasgressioni personali. Punì Prometeo, incatenandolo al Caucaso per aver donato il fuoco agli uomini (Esiodo, Teogonia, vv. 521-616), ma fu anche celebre per le sue numerose metamorfosi amorose: assunse la forma di un toro per rapire Europa, di pioggia dorata per raggiungere Danae e di cigno nell’unione con Leda (Apollodoro, Biblioteca, III.1, II.4). Questi episodi generarono spesso la gelosia della moglie Era, motore di molte trame mitologiche successive.

Nell’iconografia classica Zeus è riconoscibile per gli attributi del fulmine (keraunos), dell’aquila e dello scettro; il celebre bronzo detto “Zeus di Artemisio” (V secolo a.C.) ne offre una delle rappresentazioni più note, ritraendolo nell’atto di scagliare il fulmine. Il ruolo di Zeus come signore del cielo che scaglia il fulmine trova paralleli diretti in altre culture, come discusso nel confronto Divinità del fulmine e della tempesta a confronto.

Oltre al ruolo di sovrano del cosmo, Zeus è anche il garante supremo dell’ospitalità (xenia) e del giuramento, tanto da essere invocato con l’epiteto di Zeus Xenios a protezione degli stranieri e dei supplici: violare le leggi dell’ospitalità, come farà il principe troiano Paride rapendo Elena mentre era ospite del marito Menelao, costituisce agli occhi dei greci una delle offese più gravi contro l’ordine stesso su cui Zeus vigila.

Questa divinità è collegata anche a Edda poetica, Odino e Ra.

Dettagli
Dimora
Monte Olimpo
Animali sacri
Aquila, toro
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