Periodo storico
Attestato nei testi micenei in Lineare B, poi in Omero (VIII secolo a.C.)
Tipologia
Divinità maggiore
Domini
Riferimenti
Nettuno (mitologia romana)
Fonti
Iliade e Odissea di Omero; Teogonia di Esiodo; Odissea (accecamento di Polifemo e maledizione di Poseidone); mito di Poseidone, Demetra e la nascita di Arione

Poseidone

Ποσειδῶν (Poseidṓn, greco antico)
Poseidone è il dio greco del mare, dei terremoti e dei cavalli, fratello di Zeus e Ade. Signore del tridente, governa le acque e scatena tempeste o le placa a suo piacimento.

Poseidone è il dio greco del mare, dei terremoti e dei cavalli, fratello di Zeus e Ade, con cui si spartisce il dominio del cosmo dopo la vittoria degli Olimpi nella Titanomachia: a Poseidone tocca il governo assoluto sulle acque, che percorre a bordo di un carro dorato trainato da cavalli marini, brandendo il celebre tridente forgiato per lui dai Ciclopi.

Nonostante il prestigio, Poseidone perde la contesa per il patronato della città di Atene contro la dea Atena: mentre questa dona agli abitanti l’ulivo, simbolo di pace e prosperità, Poseidone fa scaturire dalla roccia solo una sorgente d’acqua salmastra colpendola con il tridente, un dono giudicato meno prezioso che gli costa la sconfitta.

Sposato con la Nereide Anfitrite, Poseidone genera anche numerosi figli dal temperamento selvaggio e spesso mostruoso, incluso il ciclope Polifemo, accecato in seguito dall’eroe Odisseo — episodio che scatena l’ira duratura del dio contro l’eroe itacese per l’intera durata del suo viaggio di ritorno narrato nell’Odissea. Dotato di un temperamento collerico e imprevedibile al pari degli elementi marini che governa, Poseidone è temuto dai naviganti tanto quanto invocato per propiziarsi la calma delle acque.

Il rancore di Poseidone verso Odisseo, scatenato dall’accecamento del gigante Polifemo — un ciclope diverso dai tre fratelli primordiali nati da Gaia e Urano, essendo egli stesso figlio del dio del mare e della ninfa Toosa — costituisce il motore narrativo dell’intera Odissea: è la maledizione paterna invocata da Polifemo morente a condannare l’eroe itacese a un decennio di naufragi e peripezie prima di poter fare ritorno in patria. Meno nota è la vicenda che lo lega a Demetra: per sfuggire alle sue attenzioni non gradite, la dea si tramuta in giumenta e si mescola a una mandria; Poseidone, non ingannato, si trasforma a sua volta in stallone e si unisce a lei, generando il cavallo divino Arione, capace di parlare e dotato di una velocità sovrumana, che diverrà in seguito una delle cavalcature più celebri della mitologia greca.

Questa divinità è collegata anche a Odisseo, Ciclopi e Demetra.

Il tridente come strumento di punizione

Oltre a governare le acque, Poseidone interviene attivamente nelle vicende umane come agente di punizione divina, spesso attraverso doni che si rivelano trappole: quando re Minosse di Creta gli promette di sacrificare un magnifico toro bianco in segno di gratitudine ma decide invece di tenerlo per sé, Poseidone si vendica facendo innamorare perdutamente la regina Pasifae dell’animale, generando così il Minotauro e innescando una catena di sventure che segnerà per generazioni la casa reale di Creta.

Questo schema narrativo, un dono divino che si trasforma in maledizione quando l’uomo tradisce il patto sacro che lo accompagna, ricorre più volte nelle vicende legate a Poseidone, dal toro di Minosse alla vendetta contro Odisseo: il dio del mare punisce non tanto la debolezza umana in sé, quanto la mancanza di rispetto verso gli accordi stabiliti con il divino, un principio cardine della religiosità greca arcaica.

Dettagli
Dimora
Palazzo sui fondali marini dell’Egeo
Animali sacri
Cavallo, Toro, Delfino
Voci correlate
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