Era è la regina degli dèi dell’Olimpo, sorella e sposa di Zeus, protettrice del matrimonio, della famiglia e delle donne, venerata in tutta la Grecia come garante della sacralità del vincolo coniugale — un ruolo reso ironico dalle continue infedeltà dello stesso Zeus, che ne fanno una delle divinità più gelose e vendicative del pantheon greco. L’unione sacra tra Era e Zeus, archetipo del matrimonio divino, trova paralleli in molte altre mitologie, come illustrato in Le nozze sacre: l’unione tra divinità a confronto.
La collera di Era si abbatte sistematicamente sulle amanti di Zeus e sui figli illegittimi nati dalle sue relazioni: perseguita la sacerdotessa Io, trasformata in giovenca per sfuggire alla sua ira, tormenta la titanide Leto impedendole di trovare un luogo dove partorire Apollo e Artemide, e riserva un odio particolare a Eracle, figlio di Zeus e della mortale Alcmena, tentando di ucciderlo fin dalla culla inviandogli due serpenti velenosi (che il neonato strangola con le proprie mani) e scatenando in seguito su di lui la follia omicida che lo condurrà alle celebri dodici fatiche.
Nonostante questa fama vendicativa, Era mantiene un ruolo di primo piano come sovrana legittima dell’Olimpo, ed è lei, nell’Iliade, a schierarsi risolutamente al fianco dei Greci contro i Troiani, mai perdonando il principe Paride per averle preferito, nel celebre giudizio, la rivale Afrodite.
Era genera anche da sola, senza il concorso di Zeus, secondo alcune tradizioni come rappresaglia per la nascita di Atena dalla testa del marito: da questo parto partenogenetico nascono, a seconda delle versioni, Efesto e Ares. A guardia della sacerdotessa Io, trasformata in giovenca per sfuggire alla sua gelosia, Era pone inoltre il gigante Argo Panoptes, dai cento occhi mai tutti chiusi contemporaneamente; ucciso da Ermes su ordine di Zeus, Argo viene onorato dalla dea, che ne trapianta i cento occhi sulla coda del pavone, il suo animale sacro, rendendolo per sempre un emblema della sua vigilanza.
Questa divinità è collegata anche a Troia.
I grandi santuari e le Heraia
Il culto di Era possedeva alcuni dei santuari più antichi e venerati della Grecia: l’Heraion di Samo, dove la tradizione locale collocava la sua stessa nascita sotto un salice sacro, e l’Heraion di Argo, che rivaleggiava in prestigio con i grandi santuari panellenici dedicati a Zeus. Ad Argo e altrove si celebravano le Heraia, competizioni atletiche riservate alle giovani donne non sposate, che correvano in tuniche corte su un percorso ridotto rispetto a quello maschile: una delle poche testimonianze di sport femminile organizzato nella Grecia antica, dedicata esplicitamente alla dea protettrice del matrimonio e del passaggio delle ragazze all’età adulta.
Il pomo d’oro delle Esperidi
Come dono di nozze per il matrimonio con Zeus, Gaia offre a Era un albero dai pomi d’oro, che la dea fa poi custodire nel giardino delle Esperidi ai confini occidentali del mondo, sorvegliato dal drago Ladone: sarà proprio il furto di uno di questi pomi, undicesima fatica di Eracle, a costringere l’eroe perseguitato da Era a spingersi fino a quell’estremo limite geografico, chiudendo idealmente il cerchio della loro rivalità in un ultimo, indiretto confronto.
