Atena è la dea greca della sapienza, della strategia militare e delle arti, nata in modo prodigioso direttamente dalla testa di Zeus, già adulta e completamente armata: temendo una profezia secondo cui un figlio avuto dalla titanide Meti lo avrebbe un giorno spodestato, Zeus ingoia la donna incinta, e quando giunge il momento del parto Efesto (o Prometeo, secondo altre versioni) gli spacca il cranio con un’ascia, permettendo ad Atena di balzarne fuori con un grido di guerra.
Patrona della città di Atene, che le deve il proprio nome, Atena ottiene questo privilegio vincendo una gara contro Poseidone: mentre il dio del mare fa scaturire dalla roccia una sorgente d’acqua salmastra colpendola con il tridente, Atena dona alla città l’ulivo, pianta di pace e prosperità che gli abitanti giudicano il dono più prezioso, decretandone così la vittoria.
Dea guerriera ma sempre razionale e strategica, in netto contrasto con la furia bruta del dio Ares, Atena protegge numerosi eroi nelle loro imprese, da Perseo a Odisseo fino a Eracle; punisce con la stessa severità chi profana il proprio culto, come Medusa, la sacerdotessa mutata in un mostro dalle chiome di serpenti dopo essere stata violata da Poseidone proprio all’interno di uno dei suoi templi: è ancora Atena, in seguito, a guidare la mano dell’eroe nell’impresa di decapitarla, per poi fissare il capo reciso al centro della propria Egida, trasformandola in un’arma capace di pietrificare i nemici con un solo sguardo.
Nell’Odissea, Atena è la protettrice più costante di Odisseo, l’eroe per antonomasia dell’astuzia a lei cara: lo guida e lo protegge lungo l’intero viaggio di ritorno da Troia, lo assiste travestita in molteplici forme umane e divine, e infine lo aiuta a riconquistare la propria casa e il proprio regno sterminando i Proci che vi si erano insediati. Un’altra vicenda celebre riguarda la tessitrice mortale Aracne, così abile da vantarsi di superare la stessa dea nell’arte del telaio: sfidata a duello, Aracne tesse un arazzo che ritrae impietosamente gli dèi in atteggiamenti scandalosi, e Atena, offesa tanto dall’abilità quanto dall’irriverenza dell’opera, la trasforma in ragno, condannandola a tessere ragnatele in eterno. Nella guerra di Troia, Atena si schiera apertamente al fianco degli Achei contro la città protetta da Afrodite e Ares, e secondo la tradizione successiva a Omero è proprio lei a ispirare a Odisseo lo stratagemma del cavallo di legno che, introdotto tra le mura della città, ne decreta infine la caduta.
Questa divinità è collegata anche a Odisseo e Troia.
Il culto di Atena ad Atene: le Panatenee e il Partenone
Il legame tra la dea e la città che porta il suo nome si rinnova ogni anno con le Panatenee, la festa più importante del calendario ateniese, culminante nella processione che attraversa la città fino all’Acropoli per offrire alla statua di culto un nuovo peplo, tessuto per l’occasione dalle donne della città in una gara di abilità che richiama, non a caso, la stessa arte della tessitura in cui Atena eccelle e in cui punisce chi osa sfidarla. Il tempio che custodisce questo culto, il Partenone, prende il nome dall’epiteto Parthenos, “la vergine”, e ospitava un tempo la monumentale statua crisoelefantina della dea realizzata da Fidia, andata perduta ma nota attraverso copie romane e descrizioni antiche.
