Periodo storico
Antico Regno (III millennio a.C.) fino all'epoca greco-romana
Tipologia
Divinità maggiore
Domini
Riferimenti
Fuso con Amon come Amon-Ra durante il Nuovo Regno; associato a Horus come Ra-Horakhty; confrontabile con Zeus e Odino come sovrano del pantheon
Fonti
Libro dei Morti (formule solari, in particolare cap. 15); Testi delle Piramidi; Libro dell'Amduat (il viaggio notturno nel Duat); mito della 'Vacca celeste' (Libro della Vacca Celeste, Nuovo Regno).

Ra

Rꜥ (Ra)
Ra è il dio del sole e sovrano cosmico dell'antico Egitto, creatore dell'universo secondo la tradizione eliopolitana e protagonista del viaggio quotidiano tra il cielo e il Duat.

Ra è il dio del sole e una delle divinità più importanti della mitologia egizia, considerato sovrano cosmico e creatore che presiede all’ordine (Maat) contro le forze del caos.

Secondo la teologia egizia, Ra attraversa il cielo di giorno a bordo della barca solare Mandjet, per poi discendere nel Duat durante la notte a bordo di un’altra imbarcazione, la Mesektet, affrontando ogni notte il serpente del caos Apopi che tenta di impedirgli di risorgere. Durante questo viaggio notturno, Ra si unisce simbolicamente a Osiride, sovrano del regno dei morti, prima di rinascere all’alba nella forma dello scarabeo Khepri (Libro dell’Amduat).

Nel corso del Nuovo Regno, il culto di Ra si fuse con quello di Amon, dando origine alla forma sincretica Amon-Ra, il “re degli dèi” per eccellenza del pantheon tebano. Ra è inoltre associato a Horus nella forma di Ra-Horakhty, “Ra-Horus dei due orizzonti”.

Il centro principale del suo culto era Eliopoli (“città del sole”), sede del potente clero solare la cui teologia influenzò profondamente la religione egizia per tutta la sua storia.

Secondo il mito narrato nel Libro della Vacca Celeste (Nuovo Regno), Ra, ormai invecchiato, scoprì che gli uomini tramavano contro di lui e inviò l’occhio divino, sotto forma della dea leonessa Sekhmet, a punirli; solo l’inganno della birra tinta di rosso, scambiata per sangue, riuscì a placarne la furia distruttrice e a salvare l’umanità dallo sterminio totale. Deluso dal genere umano, Ra si ritirò infine sul dorso della dea Nut, trasformata in vacca celeste, per governare il cosmo dall’alto del cielo.

Un altro celebre racconto, tramandato su papiro, narra come la dea Iside, desiderosa di conoscere il vero nome segreto di Ra — fonte del suo potere assoluto — creò un serpente velenoso con la saliva del dio stesso e lo fece mordere per costringerlo a rivelarglielo in cambio della guarigione; ottenuto il nome, Iside ne trasferì il potere al figlio Horus, rafforzandone la legittimità come futuro sovrano d’Egitto.

Il tempio solare di Eliopoli custodiva la pietra sacra benben, prototipo degli obelischi, simbolo del monte primordiale su cui la tradizione poneva la prima apparizione di Ra all’alba dei tempi. Nel XIV secolo a.C. il faraone Akhenaton portò all’estremo il culto solare, elevando a unica divinità il disco Aton, in una riforma religiosa che, pur radicale

Il triplice volto del sole: Khepri, Ra e Atum

La teologia solare eliopolitana scandiva il percorso quotidiano dell’astro in tre manifestazioni distinte: lo scarabeo Khepri all’alba, associato al verbo “divenire” e simbolo del sole nascente che si rigenera da sé come l’insetto rotola la propria palla di sterco; Ra stesso nel pieno vigore del mezzogiorno; e infine Atum, il dio del sole calante e della notte imminente, spesso raffigurato come un uomo anziano o un ariete. Questa scomposizione permetteva ai sacerdoti di conciliare l’apparente contraddizione di un dio che moriva ogni sera e rinasceva ogni mattina, trattando l’intero ciclo come manifestazioni sequenziali di un’unica energia cosmica piuttosto che come divinità realmente separate.

Il titolo “Figlio di Ra” e la legittimità faraonica

A partire dalla IV dinastia, ogni faraone incluse tra i propri cinque nomi ufficiali quello di Sa Ra, “Figlio di Ra”, parte della titolatura reale che sanciva la discendenza diretta del sovrano dal dio del sole. Questo titolo, scritto entro un cartiglio e posto accanto al nome di incoronazione, non era un semplice omaggio devozionale ma il fondamento giuridico-religioso su cui poggiava l’intero potere politico d’Egitto: contestare la legittimità di un faraone significava implicitamente negare la sua discendenza da Ra, un’accusa gravissima che i testi ufficiali evitavano accuratamente di formulare anche nei periodi di massima instabilità dinastica.

e di breve durata, testimonia la centralità della teologia solare nella cultura egizia.

Questa divinità è collegata anche a Zeus e Ankh.

Dettagli
Dimora
Il cielo; viaggia sulla barca solare Mandjet di giorno e Mesektet di notte
Animali sacri
Falco; scarabeo (come Khepri, forma mattutina di Ra)
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