Periodo storico
Tradizione orale precristiana, attestata per iscritto nell'Edda poetica e nell'Edda in prosa (XIII secolo)
Fonti
Edda poetica, Völuspá, stanze 39-58 (profezia del Ragnarök); Snorri Sturluson, Edda in prosa, Gylfaginning, cap. 25 e 34 (l'incatenamento di Fenrir).

Fenrir

Fenrisúlfr
Fenrir è un lupo gigantesco della mitologia norrena, figlio di Loki, incatenato dagli dèi per timore della sua forza e destinato a uccidere Odino durante il Ragnarök.

Fenrir (in norreno antico Fenrisúlfr) è un lupo gigantesco della mitologia norrena, figlio del dio ingannatore Loki e della gigantessa Angrboða, fratello del serpente di Midgard Jörmungandr e della dea dei morti Hel.

Cresciuto ad Asgard, Fenrir si rivelò così forte che gli dèi, temendo la profezia secondo cui avrebbe portato distruzione, decisero di incatenarlo. Dopo aver spezzato due catene precedenti come fossero fili, gli dèi commissionarono ai nani una terza catena, Gleipnir, forgiata dai nani con sei materie che non esistono in natura, e per questo tanto sottile da sembrare un nastro di seta (Snorri Sturluson, Edda in prosa, Gylfaginning). Sospettoso dell’inganno, Fenrir accettò di farsi incatenare solo a condizione che un dio gli mettesse una mano tra le fauci in segno di buona fede: fu il dio Týr a farlo, perdendo la mano quando Fenrir, scoprendosi intrappolato, la morse via.

Secondo la Völuspá, durante il Ragnarök Fenrir si libererà dalle sue catene e, con le fauci spalancate dalla terra al cielo, divorerà Odino. Sarà poi ucciso da Víðarr, figlio di Odino, che gli squarcerà le fauci vendicando il padre. Il ruolo di Fenrir come agente della distruzione finale del mondo norreno trova eco in altre figure e miti apocalittici di culture diverse, discussi in Apocalisse e fine del mondo a confronto.

Secondo alcune fonti, Fenrir sarebbe il padre di due lupi cosmici, Sköll e Hati Hróðvitnisson, incaricati di inseguire rispettivamente il sole e la luna attraverso il cielo fino a raggiungerli e divorarli proprio nel giorno del Ragnarök, provocando l’oscurità totale che precede la fine del mondo (Edda poetica, Grímnismál, strofa 39).

Il sacrificio della mano di Týr assume un particolare significato simbolico: nella cultura norrena la mano destra era tradizionalmente usata per suggellare i giuramenti, rendendo il gesto di Týr un atto di straordinario coraggio compiuto consapevolmente per il bene collettivo, che gli valse la fama di dio della giustizia e del coraggio in battaglia.

Il nome stesso di Fenrir, insieme a quello del padre Loki, compare inciso su diverse pietre runiche scandinave dell’epoca vichinga, a testimonianza di quanto il mito dell’incatenamento del grande lupo fosse familiare e temuto già nella cultura popolare norrena, ben prima della sua fissazione scritta nelle fonti islandesi medievali.

L’isola di Lyngvi e il fiume di bava

Secondo Snorri Sturluson, il luogo dell’incatenamento non è casuale: gli dèi condussero Fenrir su Lyngvi, un’isola sperduta nel lago Amsvartnir (“acqua nera”), lontano dagli insediamenti umani, dove il grande lupo rimane tuttora avvinto a Gleipnir, con una spada conficcata tra le fauci spalancate a impedirgli di richiuderle. Dalla sua bocca cola incessantemente la bava, che secondo la tradizione forma un fiume chiamato Ván (“speranza”, con amara ironia) — un dettaglio che sottolinea come persino la prigionia di Fenrir generi un paesaggio mitico proprio, popolato da elementi che ne raccontano la natura minacciosa anche nell’immobilità forzata.

Dettagli
Tipologia
Animale mitico
Habitat
Incatenato dagli dèi sull'isola di Lyngvi, nel lago Amsvartnir, fino al Ragnarök
Poteri e abilità
Forza descritta come inarrestabile; le sue fauci spalancate toccano la terra e il cielo
Punti deboli
Incatenato con Gleipnir, catena magica forgiata dai nani con elementi impossibili (rumore dei passi di un gatto, radici di una montagna, barba di una donna, tra altri); il dio Týr sacrifica la mano destra nell'inganno
Aspetto fisico
Lupo di dimensioni mostruose e crescita incontrollabile: le sue fauci spalancate, secondo la Edda in prosa, toccano la terra con la mascella inferiore e il cielo con quella superiore.
Tipo di creatura
Voci correlate
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