Periodo storico
Edda poetica e Edda in prosa (XIII secolo)
Tipologia
Divinità maggiore
Domini
Riferimenti
Fonti
Edda poetica; Edda in prosa (Gylfaginning); Snorri Sturluson, Gylfaginning

Hel

Hel (nordico antico)
Hel è la dea che governa il regno dei morti omonimo, figlia di Loki. Per metà dal colore della carne viva e per metà livida come la morte, accoglie chi muore di vecchiaia o malattia.

Hel è, nella mitologia norrena, la sovrana del gelido regno omonimo situato in Niflheim, destinato ad accogliere le anime di coloro che muoiono di malattia o vecchiaia, anziché in battaglia. Figlia del dio ingannatore Loki e della gigantessa Angrboða, Hel è sorella dei mostruosi Fenrir e Jörmungandr.

Temendo la minaccia rappresentata dalla progenie di Loki, il dio Odino getta Hel nel profondo di Niflheim, affidandole il governo del regno dei morti non gloriosi. Descritta con metà del corpo dall’aspetto umano normale e l’altra metà livida o scheletrica, Hel governa con fermezza il proprio dominio, e secondo il mito è proprio da lei che gli dèi devono ottenere, senza successo, la liberazione del defunto Baldr, a condizione che ogni essere vivente ne pianga la morte — condizione che il solo Loki, sotto mentite spoglie, si rifiuta di soddisfare.

La Gylfaginning descrive con dovizia di dettagli la dimora di Hel, la sala Éljúðnir (“riparo dalla pioggia battente”), arredata con un’inquietante simbologia della fame e della miseria: il piatto da cui si serve si chiama Hungr (Fame), il coltello Sultr (Carestia), il letto Kör (Malattia) e la soglia d’ingresso Fallanda Forað (Rovina che cade), mentre i suoi servitori portano i nomi di Ganglati e Ganglöt (“lento nel camminare”). Il termine norreno Hel è inoltre all’origine diretta della parola inglese “hell”, sebbene il significato cristiano di luogo di punizione sia estraneo alla concezione norrena originaria, per cui il regno di Hel è semplicemente la destinazione ordinaria di chi non muore in battaglia.

Questa divinità è collegata anche a Niflheim.

Il regno di Hel, spesso indicato semplicemente con il nome della sua sovrana, ospita nella sua sala Éljúðnir gli uomini morti di malattia o vecchiaia, non i guerrieri caduti in battaglia destinati invece al Valhalla: questa distinzione riflette una gerarchia norrena dell’aldilà organizzata non secondo il merito morale ma secondo le circostanze della morte stessa, un criterio insolito rispetto a molte altre cosmologie religiose incentrate sul giudizio etico postumo.

Le fonti descrivono gli arredi del regno di Hel con un umorismo grottesco tipico della mitologia norrena: il suo piatto si chiama Hungr (“Fame”), il suo coltello Sultr (“Carestia”), il suo letto Kör (“Malattia”). Questi nomi non sono semplici dettagli decorativi, ma sottolineano la natura del suo dominio come luogo di privazione permanente, coerente con la funzione di Hel come destinazione di chi non ha conosciuto una fine gloriosa.

Diversamente da molte altre figure femminili della mitologia norrena, Hel non compare quasi mai come agente attivo nella narrazione: la sua funzione è essenzialmente amministrativa e passiva, un tratto che la distingue nettamente da divinità della morte più intraprendenti di altre tradizioni, e che alcuni studiosi leggono come riflesso della sua natura di confine fra i mondi più che di autentica protagonista mitologica.

Dettagli
Dimora
Il regno di Hel, in Niflheim
Animali sacri
Voci correlate
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