Periodo storico
Età arcaica e classica greca (mito tebano, VIII-V secolo a.C.)
Fonti
Apollodoro, Biblioteca, III.5.8 (l'enigma e la sconfitta della Sfinge); Sofocle, Edipo re (contesto dell'ascesa al trono di Edipo); Esiodo, Teogonia, v. 326 (genealogia della Sfinge come figlia di Echidna e Tifone o Orto).

Sfinge

Σφίγξ (Sphínx)
La Sfinge è una creatura ibrida della mitologia greca, con volto di donna, corpo di leone e ali d'aquila, celebre per l'enigma mortale posto ai viandanti presso Tebe.

La Sfinge (dal greco Σφίγξ, “colei che stringe”) è una creatura ibrida della mitologia greca, con volto e seno di donna, corpo e zampe di leone e ali d’aquila. Figlia di Echidna e Tifone (o, secondo altre tradizioni, dell’Idra e del cane Ortro), fu inviata dagli dèi a tormentare la città di Tebe (Apollodoro, Biblioteca, III.5.8).

Posta sul monte Ficio presso Tebe, la Sfinge poneva a ogni viandante un enigma insegnatole dalle Muse: “Quale essere ha una sola voce e cammina prima su quattro zampe, poi su due e infine su tre?”. Chiunque non sapesse rispondere veniva divorato; molti tebani, incluso il figlio del re Creonte, perirono in questo modo.

Fu Edipo a risolvere l’enigma, rispondendo “l’uomo” — che gattona da infante, cammina eretto da adulto e si appoggia a un bastone da vecchio. Sconfitta, la Sfinge si gettò da una rupe togliendosi la vita, liberando Tebe dal suo flagello (Sofocle, Edipo re, vv. 391-398).

La Sfinge greca, femminile e alata, va distinta dalla sfinge egizia, tipicamente maschile, priva di ali e associata a un ruolo di guardiana benevola piuttosto che di mostro divoratore — una differenza culturale significativa nell’iconografia comparata delle due civiltà.

L’iconografia della sfinge alata affonda le proprie radici nell’arte del Vicino Oriente antico e dell’Egitto, da cui i Greci ne mutuarono la forma ibrida adattandola alla propria mitologia locale; la figura compare frequentemente nella ceramica attica a partire dal VII secolo a.C., spesso in scene che ritraggono l’incontro con Edipo.

Una delle più celebri rappresentazioni scultoree è la Sfinge dei Nassi, un’offerta votiva in marmo eretta a Delfi nel VI secolo a.C. su un’alta colonna ionica, oggi conservata nel Museo Archeologico di Delfi, testimonianza della diffusione del mito ben oltre il contesto tebano.

Oltre alla versione tragica canonizzata da Sofocle, esiste una tradizione alternativa, riportata da alcuni mitografi, secondo cui la Sfinge non si sarebbe suicidata ma sarebbe stata uccisa direttamente da Edipo dopo aver risposto correttamente all’enigma, una variante più marziale che sottolinea il ruolo dell’eroe come liberatore attivo della città piuttosto che semplice risolutore di indovinelli. Al di là dell’esito del confronto, la vittoria su Tebe procurò a Edipo la mano della regina Giocasta e il trono cittadino, ricompensa che avrebbe innescato, ignaro della propria vera identità, la tragedia successiva del suo destino incestuoso e parricida.

Il termine stesso “enigma sfingeo” è entrato nel linguaggio moderno per indicare un problema apparentemente insolubile che nasconde in realtà una soluzione elegante e alla portata dell’intelletto umano, un’eredità linguistica e culturale che testimonia quanto profondamente l’episodio tebano abbia segnato l’immaginario occidentale ben oltre i confini della mitologia greca. Non stupisce che la figura sia stata ripresa e reinterpretata in epoca moderna da artisti e scrittori come simbolo stesso del mistero e dell’ambiguità, spogliata del suo ruolo originario di mostro divoratore per diventare pura allegoria dell’enigma conoscitivo.

Questa creatura è collegata anche a Eracle e Zeus.

Dettagli
Tipologia
Ibrido
Habitat
Monte Ficio, presso Tebe (Beozia)
Poteri e abilità
Pone un enigma mortale ai viandanti ('Quale essere al mattino cammina su quattro zampe, a mezzogiorno su due e alla sera su tre?'); uccide e divora chi non sa rispondere.
Punti deboli
Sconfitta dall'ingegno: si uccise gettandosi da una rupe quando Edipo risolse correttamente l'enigma (la risposta era 'l'uomo').
Aspetto fisico
Testa e volto di donna, corpo e zampe di leone, ali d'aquila; nella tradizione greca è spesso raffigurata alata e femminile, a differenza della sfinge egizia maschile e priva di ali.
Tipo di creatura
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