Asgard è, nella cosmologia norrena, il regno celeste abitato dagli dèi Aesir, collegato a Midgard, il mondo degli uomini, tramite il ponte arcobaleno Bifröst e situato, secondo la Gylfaginning, in prossimità della sommità del grande frassino Yggdrasill.
Il regno ospita alcune delle sale più celebri della mitologia norrena, tra cui il Valhalla di Odino, destinato ad accogliere i guerrieri caduti in battaglia. Le mura fortificate di Asgard, secondo il mito, furono edificate da un misterioso costruttore gigante che ne chiese in cambio la dea Freyja, il sole e la luna, un compenso che gli dèi evitarono di pagare solo grazie a un inganno orchestrato dal dio Loki, dal quale nacque anche il cavallo Sleipnir.
Asgard è teatro di gran parte delle vicende mitologiche norrene, dalla guerra tra Aesir e Vanir fino agli eventi che precedono il Ragnarök, quando le sue mura saranno infine travolte dalle forze del caos provenienti da Muspelheim attraverso il crollo di Bifröst.
Ad Asgard risiede anche la dea Iðunn, custode delle mele d’oro che garantiscono agli dèi Aesir l’eterna giovinezza: quando Loki, costretto da un giurameto estorto dal gigante Þjazi, attira Iðunn fuori dalle mura con l’inganno permettendone il rapimento, gli dèi iniziano rapidamente a invecchiare privati del frutto magico, costringendo lo stesso Loki, sotto minaccia di morte, a trasformarsi in falco per volare fino a Jötunheim, recuperare la dea sotto forma di noce e riportarla in salvo ad Asgard poco prima che le fiamme scatenate da Þjazi, mutato in aquila all’inseguimento, lo raggiungano oltre le mura del regno divino.
Il patto con il gigante costruttore
Uno dei miti più celebri ambientati ad Asgard racconta di come le sue mura vennero innalzate: un misterioso costruttore, in realtà un gigante travestito, si offre di completare la fortificazione in un solo inverno in cambio della dea Freyja, del sole e della luna. Certi che l’impresa sia impossibile in così poco tempo, gli dèi accettano, ma il gigante, aiutato dal suo possente stallone Svaðilfari, procede a un ritmo talmente rapido da rischiare di completare l’opera in tempo, gettando gli dèi nel panico.
È allora che Loki, responsabile dell’accordo sconsiderato, si trasforma in una giumenta per distrarre lo stallone del gigante e rallentarne il lavoro: dall’unione tra i due nascerà Sleipnir, il cavallo a otto zampe che diventerà la cavalcatura di Odino. Privato del suo aiuto, il gigante non completa l’opera in tempo; scoperto il suo vero volto, viene ucciso da Thor con un colpo del suo martello Mjölnir, a riprova di come la sicurezza stessa di Asgard, celebrata come la roccaforte inespugnabile degli dèi, poggi paradossalmente su un inganno e su un debito mai davvero saldato con il mondo dei giganti.
