Periodo storico
Edda poetica e Edda in prosa (XIII secolo)
Fonti
Edda poetica; Edda in prosa (Gylfaginning); Hávamál (Edda poetica)

Yggdrasill

Yggdrasill (nordico antico)
Yggdrasill è il frassino cosmico che sostiene e collega i nove mondi norreni. Odino vi si appende per nove giorni per ottenere la conoscenza delle rune; sopravviverà al Ragnarök.

Yggdrasill è, nella cosmologia norrena, l’immenso frassino sacro le cui radici e i cui rami collegano e sorreggono i nove mondi dell’universo mitologico, da Asgard, dimora degli dèi, fino a Niflheim, il gelido regno dei morti.

Alle sue tre grandi radici si trovano altrettante fonti sacre: il pozzo della sapienza custodito da Mimir, la fonte di Urð presso cui le tre Norne tessono il destino di uomini e dèi, e la sorgente Hvergelmir, da cui scaturiscono tutti i fiumi del mondo. Lungo il tronco e i rami dell’albero vivono creature simboliche: uno scoiattolo di nome Ratatoskr corre incessantemente su e giù portando messaggi di insulto tra l’aquila che siede sulla cima e il terribile serpente Níðhöggr, che ne rode incessantemente le radici alla base.

È proprio appeso a uno dei rami di Yggdrasill che il dio Odino compie il proprio celebre sacrificio, trafiggendosi con la propria lancia e restando appeso per nove giorni e nove notti senza cibo né acqua, pur di ottenere la conoscenza segreta delle rune magiche, un mito che riflette il tema centrale, tipicamente norreno, della sofferenza volontaria come prezzo necessario per la sapienza suprema.

Il nome stesso Yggdrasill custodisce un rimando diretto a questo sacrificio: significa letteralmente “il cavallo di Ygg”, dove Ygg (“il terribile”) è uno dei tanti epiteti di Odino, mentre “cavallo” è qui impiegato secondo la convenzione poetica norrena delle kenningar, in cui la forca o il patibolo viene metaforicamente chiamato “cavallo dell’impiccato”: l’albero cosmico è dunque, nel suo stesso nome, la forca su cui Odino si è impiccato a se stesso, un’identità tra albero e patibolo che lega indissolubilmente Yggdrasill al mito della ricerca sciamanica della sapienza attraverso la sofferenza volontaria.

Questo simbolo è collegato anche a Midgard.

Il frassino tra i regni opposti e la sua sorte al Ragnarök

Se una delle radici di Yggdrasill affonda verso Asgard, dimora luminosa degli dèi, un’altra si spinge fino a Niflheim, il gelido regno primordiale dei ghiacci e della nebbia, dove il drago Níðhöggr rode incessantemente le radici stesse dell’albero. Questa collocazione dell’albero cosmico a cavallo tra i mondi più opposti dell’universo norreno, il calore vitale di Asgard e il gelo mortale di Niflheim, ne fa la struttura portante che tiene insieme, in un equilibrio costantemente minacciato, tutte le forze contrastanti della cosmologia norrena.

Anche Yggdrasill, per quanto imponente e apparentemente eterno, non è immune al destino di distruzione cosmica previsto dal Ragnarök: le fonti descrivono l’albero che trema violentemente all’approssimarsi della battaglia finale tra dèi e giganti, scosso fin nelle radici dal caos imminente, sebbene la tradizione lasci intendere che sopravviva, almeno in parte, permettendo così la rinascita del mondo dopo la catastrofe attraverso la coppia umana che vi trova rifugio.

Dettagli
Significato
L’asse cosmico che sostiene e collega tutti i nove mondi norreni, simbolo della struttura dell’universo
Rappresentazioni visive
Un enorme frassino con tre radici che raggiungono altrettante fonti sacre, popolato da un’aquila, il serpente Níðhöggr e lo scoiattolo Ratatoskr
Tipo di simbolo
Voci correlate
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