Periodo storico
Edda poetica e Edda in prosa (XIII secolo)
Fonti
Edda poetica; Edda in prosa (Gylfaginning); Snorri Sturluson, Gylfaginning

Bifröst

Bifröst (nordico antico)
Il Bifröst è il ponte fiammeggiante, spesso identificato con l’arcobaleno, che collega Asgard a Midgard, custodito da Heimdall e destinato a crollare al Ragnarök sotto il peso dei figli di Muspell.

Bifröst è, nella mitologia norrena, il ponte arcobaleno tremolante di fuoco che collega Midgard, il mondo degli uomini, ad Asgard, la dimora degli dèi Aesir, permettendo il passaggio tra i due regni a chi ne abbia il permesso divino.

Il ponte è sorvegliato giorno e notte dal dio Heimdall, dotato di sensi sovrumani in grado di percepire ogni minaccia in arrivo da qualsiasi direzione; secondo la profezia del Ragnarök, sarà proprio l’attraversamento di Bifröst da parte dei giganti di fuoco guidati da Surtr, provenienti da Muspelheim, a farlo infine collassare sotto il loro peso, segnando l’inizio della battaglia finale che porrà termine al mondo conosciuto.

Secondo la Gylfaginning, gli dèi Aesir attraversano ogni giorno Bifröst a cavallo per recarsi a tenere consiglio presso il pozzo di Urðr, ai piedi di Yggdrasill — con la sola eccezione di Thor, che preferisce guadare a piedi i fiumi Körmt e Örmt anziché rischiare di incendiare il ponte con il calore che sprigiona. La banda rossastra visibile nell’arcobaleno è, sempre secondo Snorri, fuoco ardente posto deliberatamente a scoraggiare i giganti di montagna e di brina dal tentare di attraversarlo senza permesso.

Un ponte che unisce e separa

Bifröst non è soltanto una via di passaggio, ma un confine vivente tra due ordini dell’esistenza: da un lato il mondo degli dèi, dall’altro quello degli uomini e delle altre stirpi che popolano il cosmo norreno. La sua struttura arcobaleno, composta di fuoco, aria e acqua secondo la tradizione, lo rende insieme meraviglioso e instabile: un manufatto divino che può essere attraversato solo da chi ne ha il diritto, mentre per i giganti e le altre forze del caos resta un ostacolo insormontabile finché l’ordine del mondo rimane in piedi.

Il nome del ponte e il corno che annuncia la fine

Le fonti norrene non concordano del tutto sul nome di questo passaggio: Snorri Sturluson, nella sua Edda in prosa, lo chiama sistematicamente Bifröst, forma che gli studiosi ricollegano al verbo antico-norreno bifask (“tremare, vibrare”), da cui il senso di “cammino tremolante”. I componimenti dell’Edda poetica, come il Grímnismál, usano invece la variante Bilröst, che alcuni filologi interpretano come “cammino fuggevole” legato a una radice diversa: una discrepanza che riflette la natura fluida della tradizione orale, solo in parte armonizzata da Snorri nel XIII secolo.

È proprio il tremito del ponte sotto il peso dei figli di Surtr a spingere Heimdall a portare alle labbra il Gjallarhorn, il corno la cui voce, secondo la tradizione custodito presso le radici di Yggdrasill, non risuonerà altro che in quell’istante: il segnale che apre formalmente il Ragnarök per dèi e uomini. Alcune fonti tarde aggiungono che lo stesso Heimdall, prima di soffiare nel corno, sosterrebbe un ultimo scambio di sguardi con Loki, suo antico rivale, poiché la tradizione vuole che i due si diano reciprocamente la morte proprio in quel frangente della battaglia finale.

Dettagli
Regione
Tra Asgard e Midgard
Descrizione luogo
Ponte iridescente a tre colori, tra cui il rosso fuoco per scoraggiare i giganti; crollerà al Ragnarök sotto il peso dei figli di Muspell guidati da Surtr
Stato attuale
Luogo leggendario/non localizzabile
Tipo di luogo
Voci correlate
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