Periodo storico
Epica del Ramayana
Fonti
Ramayana di Valmiki; Valmiki, Ramayana, libri VI-VII; Tulsidas, Ramcharitmanas (XVI secolo)

Sita

Sītā (sanscrito: "solco")
Sita è la moglie di Rama e incarnazione della dea Lakshmi, rapita dal demone Ravana e infine liberata dopo la guerra di Lanka; simbolo di fedeltà, purezza e sacrificio nella tradizione indiana.

Sita è la protagonista femminile del Ramayana e sposa di Rama, venerata nell’induismo come incarnazione della dea Lakshmi e modello per eccellenza di devozione coniugale, purezza e resilienza. Secondo la tradizione non nasce da un grembo materno ma viene ritrovata da bambina dal re Janaka di Mithila in un solco tracciato durante un’aratura rituale del campo — da cui il patronimico Janaki — ed è per questo considerata figlia della Terra stessa (Bhumi).

Sita diventa sposa di Rama dopo che questi, unico tra i pretendenti, riesce a piegare l’arco di Shiva custodito alla corte di Mithila durante il suo swayamvara. Quando Rama viene condannato a quattordici anni di esilio nella foresta per un intrigo di corte, Sita rifiuta di restare al sicuro nel palazzo e lo segue volontariamente, condividendone le privazioni.

Durante l’esilio, Sita viene rapita con l’inganno dal demone Ravana, che la conduce nella sua isola-regno di Lanka e la tiene prigioniera nel giardino di Ashoka Vatika, tentando ripetutamente di conquistarla con lusinghe e minacce. Sita, tuttavia, resiste con fermezza a ogni tentativo, rimanendo fedele a Rama e rifiutando ogni compromesso, in un episodio che i testi indicano come il vertice della sua virtù.

Ritrovata da Hanuman e infine liberata dopo la vittoria di Rama su Ravana, Sita è costretta a sottoporsi a una prova del fuoco (Agni Pariksha) per dimostrare pubblicamente la propria purezza, uscendone illesa per intervento del dio del fuoco Agni. Nonostante questa prova superata, alcuni testi successivi narrano come, tornata ad Ayodhya, Sita sia comunque ripudiata da Rama a causa del perdurare dei sospetti popolari, e venga esiliata, incinta, presso l’eremo del saggio Valmiki (tradizionalmente identificato come l’autore stesso del Ramayana).

Nell’eremo Sita dà alla luce i gemelli Lava e Kusha, che vengono cresciuti ed educati da Valmiki e in seguito riconosciuti da Rama come propri figli ed eredi. Alla fine della sua storia, invocata a dimostrare un’ultima volta la propria innocenza, Sita chiede alla Madre Terra di accoglierla se è stata sempre fedele: la terra si apre e la riaccoglie in sé, un epilogo interpretato come la vindicazione definitiva e assoluta della sua virtù. Sita rimane, nella cultura indiana, il simbolo per eccellenza della moglie ideale (pativrata) e della forza interiore di fronte alle avversità.

La prova del fuoco a cui Rama sottopone Sita dopo la liberazione da Lanka è il passaggio più discusso del Ramayana, e la tradizione stessa ne registra il disagio: Lakshmana protesta, gli dèi intervengono per attestare la purezza della donna, e la scena si conclude con il fuoco che la restituisce intatta. Il poema non presenta la richiesta come giusta ma come politicamente necessaria, e questa distinzione è alla base di secoli di riletture.

L’episodio finale è ancora più severo. Anni dopo, un pettegolezzo tra i sudditi induce Rama a esiliare Sita incinta per non incrinare la reputazione della corona, e lei partorisce i gemelli Lava e Kusha nell’eremo di Valmiki. Richiamata a corte per una nuova prova pubblica, Sita rifiuta: invoca la terra come testimone e viene inghiottita dal suolo, restituita a Bhumi di cui la tradizione la dice figlia. Il rifiuto finale rovescia la relazione, perché è lei a lasciare lui.

Le tradizioni regionali hanno reagito a questo materiale in modi diversi, e il ventaglio delle riscritture è ampio: alcune versioni telugu e tamil danno più spazio alla sua voce, il Ramcharitmanas di Tulsidas introduce una Sita illusoria rapita al posto di quella reale per attenuare il problema, e la letteratura femminista indiana contemporanea ne ha fatto un caso paradigmatico. L’identificazione con Lakshmi, incarnata accanto a ciascun avatar di Vishnu, colloca la vicenda dentro una necessità cosmica anziché in una scelta individuale.

Dettagli
Origine
Trovata dal re Janaka di Mithila in un solco durante un’aratura rituale; considerata figlia della Terra e avatar di Lakshmi
Imprese principali
Matrimonio con Rama dopo la gara dell’arco di Shiva; fedeltà durante la prigionia a Lanka; superamento della prova del fuoco (Agni Pariksha)
Armi e oggetti magici
Destino finale
Dopo un secondo esilio, invoca la Terra madre che la accoglie e la inghiotte, ponendo fine alla sua vita terrena
Archetipo
Voci correlate
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