Periodo storico
Attestata fin dal Rig Veda come Sri, assume il nome e la forma classica di Lakshmi nella letteratura purānica
Tipologia
Divinità maggiore
Domini
Riferimenti
Fonti
Rig Veda; Vishnu Purana; Sri Sukta; Vishnu Purana; Sri Suktam (Rigveda, appendice); Mahabharata, libro I

Lakshmi

लक्ष्मी (Lakṣmī, sanscrito)
Lakshmi è la dea induista della fortuna, della bellezza e della prosperità, sposa di Vishnu ed emersa dal Frullamento dell'Oceano di Latte. È al centro della festa di Diwali.

Lakshmi è la dea induista della fortuna, della bellezza e della prosperità, sposa di Vishnu e sua compagna in ognuna delle sue incarnazioni terrene: quando Vishnu discende come avatara, Lakshmi lo accompagna sotto forma corrispondente, come Sita al fianco di Rama.

Secondo il racconto del Frullamento dell’Oceano di Latte, Lakshmi emerse dalle acque primordiali seduta su un fiore di loto, splendente e adorna di gioielli, insieme ad altri tesori e prodigi generati dallo sforzo congiunto di dèi e demoni. Fu proprio la sua comparsa a segnare il momento in cui la fortuna tornò a favorire l’ordine cosmico.

È raffigurata con quattro braccia, sempre seduta o in piedi su un loto, mentre da due delle sue mani cadono monete d’oro, simbolo di abbondanza materiale e spirituale. Elefanti che la aspergono d’acqua compaiono spesso al suo fianco, a simboleggiare regalità e forza tranquilla.

Il suo culto è al centro di Diwali, la festa delle luci più importante dell’induismo, durante la quale le famiglie illuminano le proprie case per invitare Lakshmi a portare prosperità nel nuovo anno. È venerata anche come Sri, personificazione della ricchezza e della sovranità legittima.

Lakshmi è la divinità in cui la tradizione indiana pensa la prosperità come qualità instabile: il suo nome deriva dalla radice lakṣ, «percepire, osservare», e i testi la descrivono come cañcalā, «colei che si muove», perché la fortuna che concede non resta mai ferma. Da qui l’attenzione rituale al momento del suo arrivo: la festa di Diwali, la più diffusa del subcontinente, prevede che le case vengano pulite e illuminate perché la dea entri, e che le porte restino aperte nella notte della luna nuova di Kartika.

La sua nascita coincide con uno degli episodi centrali della mitologia indiana. Nel frullamento dell’Oceano di Latte, quando dèi e asura agitano le acque per estrarne l’amrita, Lakshmi emerge in piedi su un fiore di loto e sceglie Vishnu come sposo: la prosperità non è un bene neutro ma si accompagna a chi la merita. Da questa unione derivano le sue reincarnazioni parallele a ciascun avatar del dio — Sita accanto a Rama, Rukmini accanto a Krishna — e il principio per cui la ricchezza segue la rettitudine anziché precederla.

L’iconografia codifica questa teologia nei dettagli: quattro braccia che indicano dharma, artha, kama e moksha, due delle quali offrono monete d’oro che cadono senza esaurirsi, gli elefanti che la fiancheggiano versandole acqua sul capo, il loto che cresce nel fango senza esserne contaminato. La sua forma Ashta Lakshmi la articola in otto aspetti distinti — dalla prosperità agricola alla vittoria, dalla conoscenza alla discendenza — così che la sfera economica risulta suddivisa in competenze specifiche, ciascuna con il proprio rito.

Dettagli
Dimora
Vaikuntha, accanto a Vishnu
Animali sacri
l'elefante, il gufo (suo veicolo, vahana)
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