Sugriva è, nella mitologia induista narrata nel Ramayana, il re dei vanara (le scimmie semidivine) del regno di Kishkindha e alleato fondamentale di Rama nella guerra contro il demone Ravana.
Fratello minore del possente Vali, Sugriva viene ingiustamente esiliato dal proprio regno dopo un malinteso: inseguendo Vali in una grotta durante lo scontro con un demone, Sugriva crede il fratello morto e ne assume il trono, ma al ritorno di Vali viene accusato di tradimento, privato del regno e della moglie Ruma, e costretto a fuggire sul monte Rishyamukha con pochi fedeli, tra cui il ministro Hanuman.
L’incontro con Rama, anch’egli in cerca di aiuto dopo il rapimento della moglie Sita, dà origine a un patto reciproco: Rama si impegna ad aiutare Sugriva a riconquistare il trono uccidendo Vali, mentre Sugriva, una volta reinsediato come re, mette a disposizione di Rama l’intero esercito dei vanara per la ricerca di Sita. Rama mantiene la promessa abbattendo Vali con una freccia scoccata da una posizione nascosta, un episodio controverso nel poema perché avvenuto mentre Vali era impegnato in un duello leale con il fratello.
Divenuto re di Kishkindha, Sugriva organizza e guida la grande ricerca di Sita in tutte le direzioni del mondo conosciuto, affidando proprio a Hanuman la missione decisiva verso sud fino all’isola di Lanka. Al fianco di Rama, Sugriva partecipa poi personalmente alla guerra contro Ravana con il suo esercito di vanara, contribuendo in modo determinante alla vittoria finale e restando, nella tradizione, l’esempio del sovrano leale che ripaga con lealtà assoluta un debito di gratitudine.
La vicenda di Sugriva costituisce nel Ramayana un doppio strutturale di quella principale: come Rama, è un legittimo sovrano privato del regno e separato dalla moglie, e come lui deve riconquistare entrambi. Il fratello Vali lo ha esiliato da Kishkindha per un malinteso — Sugriva aveva chiuso l’ingresso di una caverna credendolo morto — e la simmetria tra le due storie è ciò che fonda l’alleanza: i due si giurano aiuto reciproco davanti al fuoco.
L’episodio più discusso è il duello tra i fratelli. Rama non può distinguere Sugriva da Vali, identici d’aspetto, e la prima volta non scaglia la freccia; alla seconda Sugriva indossa una ghirlanda per farsi riconoscere e Rama uccide Vali colpendolo da un nascondiglio. La moralità del gesto è problematica e il poema lo sa: Vali morente accusa Rama di aver violato le regole del combattimento, e la risposta dell’eroe — che i re hanno il dovere di punire chi sottrae la moglie a un altro — è una giustificazione giuridica anziché cavalleresca.
Riottenuto il trono, Sugriva si dimentica della promessa e si abbandona ai piaceri, tanto che Lakshmana deve minacciarlo per richiamarlo all’impegno. Solo allora mobilita l’esercito delle vanara che permetterà la campagna contro Lanka e affida a Hanuman la ricerca di Sita. Il suo personaggio serve così a mostrare che l’alleato non è necessariamente virtuoso: il dharma si realizza anche attraverso chi va costantemente riportato al proprio dovere.
