Hanuman è una delle divinità più venerate dell’induismo, figlio del dio del vento Vayu e della ninfa Anjana (per questo chiamato anche Anjaneya o Pavanaputra, “figlio del vento”), e in alcune tradizioni considerato un’incarnazione parziale del dio Shiva. Dotato fin dalla nascita di forza sovrumana, capacità di volare e di mutare dimensione a piacimento, Hanuman è il più celebre alleato di Rama nel poema epico Ramayana, di cui incarna l’ideale della devozione assoluta (bhakti) e del servizio disinteressato.
Generale dell’esercito di scimmie (vanara) al servizio del re Sugriva di Kishkindha, Hanuman diventa il più fedele servitore di Rama dopo aver mediato l’alleanza tra i due, e si distingue durante la ricerca di Sita, rapita dal demone Ravana: è lui a compiere l’impresa di attraversare in un solo balzo lo stretto d’acqua fino all’isola di Lanka, individuare la prigioniera nel giardino di Ashoka Vatika e consegnarle l’anello di riconoscimento di Rama, prima di farsi volutamente catturare per valutare le difese nemiche.
Condannato da Ravana a essere bruciato vivo con la coda avvolta in stracci imbevuti d’olio, Hanuman usa le fiamme a proprio vantaggio, saltando di tetto in tetto e incendiando gran parte della città di Lanka prima di tornare, illeso, a riferire a Rama la posizione di Sita. Durante la guerra successiva, quando Lakshmana viene ferito a morte in battaglia, Hanuman vola fino all’Himalaya e, non riuscendo a riconoscere l’erba medicinale necessaria, solleva e trasporta l’intera montagna Sanjeevani fino al campo di battaglia, salvando così la vita del fratello di Rama.
Per la sua forza, la sua devozione incrollabile e il suo altruismo, Hanuman è oggi una delle divinità più popolarmente venerate in India, invocata come protettore contro le avversità, patrono della forza fisica e degli atleti, e modello supremo del devoto ideale: l’inno a lui dedicato, l’Hanuman Chalisa, è tra i testi devozionali più recitati dell’induismo contemporaneo.
Hanuman è, tra le figure del Ramayana, quella che ha conosciuto la maggiore autonomia devozionale: da alleato di Rama è diventato oggetto di un culto proprio, e i suoi templi sono oggi tra i più numerosi dell’India, frequentati in particolare il martedì e il sabato. La ragione è la qualità che incarna, la bhakti, la devozione totale: il suo valore non deriva dalla forza ma dalla dedizione, e questo lo rende un modello accessibile a chiunque.
Il suo ciclo comprende episodi che ne definiscono i poteri e i limiti. Da bambino tenta di afferrare il sole credendolo un frutto e viene colpito dal fulmine di Indra; i saggi lo maledicono a dimenticare le proprie capacità fino a quando non gliene sia ricordata l’esistenza, il che spiega perché nel Ramayana debba essere incoraggiato a ogni impresa. Compie il balzo attraverso lo stretto verso Lanka, sopravvive all’incendio della propria coda appiccato dai demoni di Ravana e con esso brucia la città, trasporta un’intera montagna quando non riesce a identificare l’erba medicinale richiesta.
Un episodio ne condensa la teologia: quando gli viene donata una collana di perle, Hanuman spezza ogni perla per verificare se contenga il nome di Rama, e getta via quelle che non lo contengono; rimproverato, si apre il petto per mostrare che il nome è inciso nel proprio cuore. La sua figura è passata al buddhismo e alle tradizioni del sud-est asiatico, e il confronto con Sun Wukong ha alimentato un’ipotesi, discussa e non risolta, di derivazione della scimmia cinese da quella indiana attraverso la mediazione buddhista.
