Periodo storico
Composizione del Ramayana, ca. VII-IV secolo a.C.
Fonti
Ramayana di Valmiki, Yuddha Kanda; Valmiki, Ramayana, libri III e VI; Ravana Stotra (tradizione shivaita)

Ravana

रावण (Rāvaṇa, sanscrito)
Ravana è il re demone (Rakshasa) dalle dieci teste che governa Lanka nel Ramayana. Grande studioso dei Veda e devoto di Shiva, rapisce Sita, moglie di Rama, scatenando la guerra che porterà alla sua sconfitta e morte per mano dell'eroe.

Ravana è, nella mitologia induista narrata nel Ramayana, il re rakshasa (demone) dell’isola di Lanka e il grande antagonista dell’eroe Rama, raffigurato tradizionalmente con dieci teste e venti braccia, simbolo della sua conoscenza sconfinata e del suo potere smisurato.

Discendente del saggio Pulastya e devoto fervente di Shiva, al quale offre in sacrificio nove delle proprie teste per ottenerne il favore, Ravana è al tempo stesso un grande studioso dei Veda, un abile musicista e un sovrano capace: la tradizione lo descrive come uno dei più dotti sapienti del suo tempo, tanto da essere talvolta definito, con ambivalenza, un brahmino caduto in disgrazia per il proprio smisurato orgoglio (ahamkara). Grazie a un lungo periodo di ascesi ottiene da Brahma un dono di quasi invulnerabilità contro dèi, demoni e creature soprannaturali, dono che nella sua arroganza dimentica di estendere agli esseri umani, ritenuti troppo insignificanti per costituire una minaccia — un’omissione che si rivelerà fatale.

Sfruttando l’immunità concessa, Ravana usurpa il trono di Lanka al fratellastro Kubera, dio della ricchezza, per il quale la città-fortezza d’oro era stata originariamente costruita dall’architetto divino Vishwakarma. Per vendicare l’umiliazione inflitta alla sorella Surpanakha, respinta e mutilata da Lakshmana durante l’esilio di Rama, Ravana rapisce con l’inganno la moglie di Rama, Sita, conducendola prigioniera nel giardino di Ashoka Vatika a Lanka, ma senza mai riuscire a piegarne la fedeltà nonostante lusinghe e minacce.

La guerra scatenata da questo rapimento vede Ravana opporre a Rama un esercito di rakshasa e la propria famiglia, inclusi il fratello gigante Kumbhakarna e il figlio stregone Indrajit, entrambi abbattuti nel corso del conflitto. Alla fine, proprio la sua sottovalutazione degli uomini si rivela la sua rovina: Rama, un mortale (per quanto avatar divino), lo uccide in un duello decisivo, ponendo fine al suo regno di terrore.

Nonostante la sua sconfitta e il ruolo di antagonista assoluto, la tradizione induista mantiene verso Ravana un atteggiamento sfumato, riconoscendone l’erudizione e la devozione religiosa accanto alla superbia distruttiva; ogni anno, in molte regioni dell’India, la festività di Dussehra celebra la vittoria di Rama bruciando enormi effigi di Ravana come simbolo della vittoria del dharma sull’adharma, del bene sul male.

Ravana è costruito nel Ramayana come antagonista di rango, non come mostro: è un brahmano erudito, un devoto di Shiva a cui ha dedicato inni celebri, un musicista, un sovrano che ha reso Lanka prospera. I suoi dieci volti sono letti dalla tradizione come padronanza dei dieci saperi o dominio sui dieci sensi, e la sua invulnerabilità deriva da austerità ascetiche compiute per millenni.

Il suo limite non è l’ignoranza ma la richiesta con cui ha ottenuto il potere: ha chiesto l’immunità da dèi e demoni, escludendo gli uomini perché li giudicava irrilevanti, ed è questa la lacuna che rende possibile l’incarnazione di Vishnu come uomo. La sua rovina è quindi la conseguenza logica del proprio disprezzo, non di un’inferiorità. Il poema gli assegna anche una morte dignitosa: Rama ordina onori funebri regali, e il fratello Vibhishana gli succede.

La ricezione regionale del personaggio è tutt’altro che uniforme. In Sri Lanka e in parte del Tamil Nadu è ricordato come sovrano legittimo di un regno invaso, la tradizione giainista lo tratta con rispetto, e alcuni movimenti dravidici del Novecento ne hanno fatto una figura di resistenza contro l’egemonia culturale del nord. Le feste di Dussehra, che culminano con la combustione dei suoi fantocci in tutta l’India settentrionale, coesistono così con luoghi in cui la sua memoria è positiva: la stessa figura funziona come nemico o come vittima secondo il punto di osservazione.

Dettagli
Tipologia
Mostro
Habitat
Il regno insulare di Lanka
Poteri e abilità
Quasi invulnerabilità nei confronti di dèi e demoni ottenuta tramite austerità; grande sapienza dei Veda; capacità di mutare forma e moltiplicare le proprie teste in battaglia
Punti deboli
Vulnerabile solo nell'ombelico, dove risiede il segreto della sua immortalità; sconfitto dalla Brahmastra scagliata da Rama
Aspetto fisico
Dieci teste e venti braccia, statura imponente
Tipo di creatura
Voci correlate
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