Periodo storico
Età arcaica - epoca classica
Tipologia
Divinità maggiore
Domini
Riferimenti
Fonti
Iliade; Teogonia di Esiodo; Iliade, libro V (ferimento di Ares da parte di Diomede); mito degli Aloadi (Oto ed Efialte)

Ares

Ares (greco antico)
Ares è il dio greco della guerra nella sua forma violenta e cruenta, figlio di Zeus ed Era, contrapposto ad Atena che incarna la strategia razionale; celebre la sua relazione con Afrodite scoperta da Efesto.

Ares è il dio greco della guerra, figlio di Zeus ed Era, incarnazione della violenza bellica più brutale e sanguinaria, in netto contrasto con la strategia razionale rappresentata dalla dea Atena. A differenza del suo corrispondente romano Marte, assai più rispettato e venerato, Ares è generalmente malvisto dagli altri dèi dell’Olimpo, incluso lo stesso padre Zeus, che nell’Iliade lo definisce apertamente il più odioso tra i propri figli.

Amante della dea Afrodite, viene sorpreso insieme a lei dal marito tradito Efesto, che li imprigiona con una rete invisibile esponendoli al pubblico ludibrio degli altri dèi. Dall’unione con Afrodite nascono Fobos e Deimos, personificazioni della paura e del terrore, oltre ad Armonia.

Nell’Iliade, Ares interviene apertamente in soccorso dei Troiani, ma viene ferito in battaglia dall’eroe acheo Diomede, guidato e protetto dalla stessa Atena: colpito al ventre dalla lancia dell’eroe, il dio fugge urlando verso l’Olimpo con un boato paragonato a quello di novemila o diecimila guerrieri, per lamentarsi con Zeus. In un altro episodio, i giganti gemelli Oto ed Efialte, gli Aloadi, riescono a catturarlo e lo rinchiudono per tredici mesi in una giara di bronzo, da cui viene infine liberato solo grazie all’intervento di Ermes. Nelle battaglie è sempre accompagnato dai figli Fobos e Deimos, personificazioni della Paura e del Terrore che ne precedono il carro, e dalla sorella Eris, la Discordia. Dalla relazione con Afrodite nacque inoltre Armonia, la cui unione in matrimonio con l’eroe Cadmo, fondatore di Tebe, fu funestata da una collana nuziale maledetta, dono avvelenato di Efesto per vendicarsi del tradimento della madre.

Questa divinità è collegata anche a Cadmo e Efesto.

Il culto marziale in Tracia e a Sparta

Se l’epica omerica lo dipinge come un guerriero rozzo e inviso agli altri dèi, il culto storico di Ares racconta una storia diversa: in Tracia, considerata dai greci la sua terra d’origine, e a Sparta, la città guerriera per eccellenza, Ares riceveva un culto serio e centrale, con sacrifici di cani e riti che ne sottolineavano la ferocia sacra piuttosto che la goffaggine mitologica. Questa distanza tra la caratterizzazione letteraria, quasi comica nei poemi omerici, e la venerazione religiosa effettiva, ben più vicina a quella riservata al corrispondente romano Marte, mostra come i racconti dei poemi non coincidessero sempre con la pratica cultuale reale delle diverse città greche: lo stesso Ares che l’Iliade umilia e ridicolizza era altrove un protettore di eserciti invocato prima delle battaglie.

Ad Atene la tradizione lega il nome di Ares anche a un luogo divenuto simbolo di giustizia: sulla collina che da lui prese il nome, l’Areopago, il dio sarebbe stato il primo a essere processato dagli altri dèi per l’uccisione di Alirrozio, figlio di Poseidone, reo di aver insidiato la figlia di Ares, Alcippe. Assolto dal tribunale divino, Ares lasciò così alla città il precedente mitico su cui i secoli successivi avrebbero fondato la più importante corte penale dell’Atene classica, competente proprio per i casi di omicidio.

Dettagli
Dimora
Monte Olimpo; associato alla Tracia
Animali sacri
Avvoltoio; cane
Voci correlate
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