Periodo storico
Età arcaica - epoca classica
Tipologia
Divinità maggiore
Domini
Riferimenti
Fonti
Inni omerici; Teogonia di Esiodo; Iliade, libro XXIV (Priamo e il riscatto di Ettore); mito di Argo Panoptes e Io

Ermes

Hermes (greco antico)
Ermes è il messaggero degli dèi olimpi, dio dei viaggiatori, dei commerci e dei ladri, figlio di Zeus e Maia; accompagna le anime dei defunti nell’oltretomba come psicopompo.

Ermes è il dio greco messaggero degli dèi, protettore dei viaggiatori, dei mercanti, degli oratori e, non senza ambiguità, anche dei ladri, figlio di Zeus e della ninfa Maia, nato in una grotta remota del monte Cillene in Arcadia.

Fin dal giorno stesso della propria nascita, Ermes dimostra un’astuzia prodigiosa: sgattaiolato fuori dalla culla, ruba una mandria di bestiame sacro appartenente al fratellastro Apollo, facendo camminare gli animali all’indietro per confondere le tracce, e inventa la lira intrecciando corde di budello su un guscio di tartaruga. Scoperto dal furioso Apollo, Ermes lo placa offrendogli in dono proprio la lira appena inventata, ottenendo in cambio non solo il perdono ma anche il possesso definitivo della mandria rubata.

Riconosciuto ufficialmente da Zeus come messaggero divino, Ermes riceve i celebri calzari alati e il petaso, il cappello a tesa larga, oltre al caduceo, il bastone alato intrecciato da due serpenti; svolge inoltre il ruolo di psicopompo, accompagnando le anime dei defunti fino alle porte dell’Ade, ed è per questo l’unico dio capace di muoversi liberamente tra il regno dei vivi, quello dei morti e l’Olimpo stesso.

In questa stessa veste di guida delle anime, Ermes conduce inoltre ogni anno Persefone nel suo viaggio di ritorno dal regno dei morti alla luce del mondo superiore. Tra le sue imprese più celebri vi è l’uccisione di Argo Panoptes, il gigante dai cento occhi posto da Era a sorvegliare la ninfa Io trasformata in giovenca: Ermes lo addormenta con il suono del flauto e con un racconto interminabile, per poi decapitarlo, guadagnandosi l’epiteto di Argheifonte (“uccisore di Argo”). Nell’Iliade, è ancora Ermes, sotto mentite spoglie, ad accompagnare in segreto il vecchio re Priamo attraverso l’accampamento acheo fino alla tenda di Achille, per permettergli di riscattare il corpo del figlio Ettore, in uno degli episodi più commoventi dell’intero poema. A partire dall’età ellenistica, il sincretismo tra Ermes e il dio egizio Thot dà origine alla figura di Ermete Trismegisto (“tre volte grandissimo”), patrono leggendario dell’alchimia, dell’astrologia e della sapienza esoterica a cui la tradizione successiva attribuisce il corpus di testi filosofico-religiosi noto come Corpus Hermeticum.

Questa divinità è collegata anche a Achille e Il ratto di Persefone.

Le erme: il dio dei confini e delle soglie

Il nome stesso di Ermes è tradizionalmente associato alle erme, i pilastri quadrangolari sormontati da una testa scolpita e dotati di genitali eretti che i greci innalzavano lungo le strade, ai crocevia e sulle soglie delle case: segnavano i confini tra proprietà, tra città, e tra il mondo conosciuto e quello ignoto, ponendo la divinità del passaggio e del movimento a custodia di ogni limite. Proprio la mutilazione delle erme di Atene, avvenuta in una sola notte alla vigilia della spedizione ateniese in Sicilia nel 415 a.C., fu vissuta dalla città come un sacrilegio di pessimo auspicio e innescò un caso politico-giudiziario che coinvolse lo stesso Alcibiade, testimoniando quanto profondamente il culto di Ermes fosse intrecciato alla vita civile e religiosa della polis.

Dettagli
Dimora
Monte Olimpo
Animali sacri
Gallo; tartaruga
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