Periodo storico
Kojiki (712 d.C.) e Nihon Shoki (720 d.C.)
Fonti
Kojiki; Nihon Shoki; Kojiki, libro I; Engishiki, formule di purificazione

Takamagahara

高天原 (Takamagahara, giapponese)
Takamagahara è il Piano Celeste abitato dagli dèi, assegnato da Izanagi ad Amaterasu. Da qui discende il nipote Ninigi per fondare la stirpe imperiale giapponese.

Takamagahara, la “Alta Pianura del Cielo”, è, nella cosmologia shintoista, il regno celeste abitato dagli dèi del cielo (amatsukami), governato dalla dea del sole Amaterasu e collegato alla terra tramite il leggendario ponte fluttuante del cielo, Ame-no-Ukihashi.

Distinto sia dal mondo terreno, la “Pianura delle Canne Centrale” (Ashihara-no-Nakatsukuni) abitata dagli uomini e dagli dèi terrestri, sia dal tenebroso regno sotterraneo dei morti Yomi, Takamagahara è teatro di alcuni degli episodi più celebri della mitologia giapponese: qui, dopo il ritiro di Amaterasu nella caverna celeste, gli ottocentomila dèi (yaoyorozu no kami) si radunano sul letto asciutto del fiume celeste, l’Ama-no-Yasukawara, per escogitare lo stratagemma che la induce a riemergere: la danza sfrontata di Uzume davanti allo specchio sacro appeso all’albero sakaki, e da qui, in seguito, viene inviato sulla terra il nipote di Amaterasu, Ninigi, per fondarvi la stirpe imperiale giapponese.

Il Nihon Shoki e il Kojiki, le due fonti principali del mito, non concordano del tutto sulla fisionomia del regno celeste: il primo lo tratteggia in termini più astratti e cerimoniali, il secondo ne offre un ritratto sorprendentemente terreno. Il Kojiki lo descrive con dettagli deliberatamente terreni — risaie, telai, un fiume, una caverna di roccia — e questa domesticità è significativa: il cielo giapponese è organizzato come un villaggio agricolo, e i conflitti che vi si svolgono riguardano campi devastati e tessitura interrotta.

È qui che si consuma la crisi centrale della mitologia giapponese. Susanoo distrugge gli argini delle risaie, riempie i canali, defeca nel palazzo e infine scaglia un cavallo scuoiato nella sala di tessitura, uccidendo una delle ancelle; Amaterasu si ritira nella caverna Ama no Iwato e il mondo resta senza luce. Le trasgressioni di Susanoo, elencate nel Kojiki, corrispondono con precisione alla lista dei tsumi, le contaminazioni rituali del culto shintoista: il mito codifica il catalogo delle impurità.

Dopo la risoluzione della crisi, il Takamagahara torna al proprio ruolo di sede decisionale: da qui parte la deliberazione che conduce alla discesa di Ninigi e alla fondazione della dinastia imperiale. La distinzione tra questo piano celeste, la terra di Nakatsukuni e il sottosuolo di Yomi struttura la cosmologia in tre livelli, ma con confini più permeabili di quanto avvenga in altre tradizioni: gli dèi scendono e gli uomini, in alcuni casi, salgono.

I Tre Tesori Sacri: l’eredità celeste che scende sulla terra

Quando Amaterasu invia Ninigi a governare Ashihara-no-Nakatsukuni, non lo manda a mani vuote: gli affida i tre Tesori Sacri (Sanshu no Jingi) che da allora legittimano il trono imperiale giapponese, lo specchio Yata no Kagami usato per attirarla fuori dalla caverna celeste, la spada Kusanagi recuperata da Susanoo nella coda del drago Yamata no Orochi, e il gioiello Yasakani no Magatama. La discesa di questi oggetti da Takamagahara alla terra, nota come tenson kōrin, traduce in termini materiali il legame tra il regno celeste e la sovranità terrena: ancora oggi copie rituali dei tre tesori accompagnano l’incoronazione di ogni nuovo imperatore.

Dettagli
Regione
Il regno celeste, collegato alla terra tramite il Ponte Fluttuante del Cielo
Descrizione luogo
Dimora degli dèi (kami), sede dell’episodio della caverna celeste di Amaterasu
Stato attuale
Luogo leggendario/non localizzabile
Tipo di luogo
Voci correlate
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