Periodo storico
Periodo Nara (VIII secolo d.C.) - fonti scritte Kojiki e Nihon Shoki
Tipologia
Divinità maggiore
Domini
Riferimenti
Talvolta accostato a Poseidone/Nettuno per il dominio sulle tempeste e sul mare nell'analisi comparata
Fonti
Kojiki; Nihon Shoki; Kojiki, libro I; Nihon Shoki, libro I; tradizione di Izumo

Susanoo

須佐之男 / スサノオ (Susanoo, giapponese antico)
Susanoo è il dio giapponese delle tempeste e del mare, fratello di Amaterasu e nato dal naso di Izanagi. Bandito dal cielo per la sua condotta turbolenta, discende sulla terra e uccide il serpente a otto teste Yamata no Orochi, trovando nella sua coda la spada sacra Kusanagi.

Susanoo è, nella mitologia shintoista, il dio delle tempeste e del mare, nato dal lavaggio purificatore del naso di Izanagi al ritorno dal regno dei morti, insieme alle sorelle Amaterasu e Tsukuyomi. A differenza dei fratelli più composti, Susanoo è caratterizzato fin dall’inizio da un temperamento violento e ribelle, incapace di accettare serenamente il proprio ruolo assegn In quanto divinità delle tempeste, Susanoo rientra a pieno titolo tra le figure esaminate nel confronto Divinità del fulmine e della tempesta a confronto, accanto ad altri signori del cielo tempestoso di culture lontane.ato.

Prima di essere bandito dal cielo, Susanoo si reca a salutare la sorella Amaterasu a Takamagahara, ma il suo comportamento sfrenato — distrugge gli argini delle risaie sacre, profana i riti religiosi e infine getta un cavallo scuoiato all’interno della sala di tessitura sacra, causando la morte di una delle tessitrici per lo spavento — scatena una crisi tale da spingere la sorella a ritirarsi in una caverna celeste, privando il mondo della luce del sole fino a quando le altre divinità non riescono a farla uscire con l’inganno.

Per queste colpe, Susanoo viene bandito dal cielo e scende sulla terra, dove si redime compiendo una delle imprese più celebri della mitologia giapponese: nella provincia di Izumo, incontra un’anziana coppia di divinità terrestri disperate perché il terribile serpente a otto teste Yamata-no-Orochi ha già divorato sette delle loro otto figlie e sta per reclamare l’ultima, Kushinada-hime. Susanoo si offre di ucciderlo in cambio della mano della fanciulla: fa ubriacare il mostro con otto grandi tini di sakè fermentato otto volte, poi lo fa a pezzi mentre giace addormentato, ritrovando nella sua coda la spada sacra Kusanagi, che offre in dono di riconciliazione alla sorella Amaterasu.

Sposata Kushinada-hime e stabilitosi a Izumo, Susanoo diventa progenitore di una lunga stirpe di divinità terrestri, tra cui il celebre Okuninushi, e in alcune tradizioni successive viene identificato anche come sovrano del regno sotterraneo Ne-no-Kuni, completando così, dopo la ribellione iniziale, una trasformazione da figura distruttiva a divinità fondatrice e protettrice.

Susanoo è la divinità giapponese di più difficile classificazione, perché la sua traiettoria si divide in due metà opposte. Nel Takamagahara è il trasgressore che devasta le risaie, contamina il palazzo e provoca il ritiro di Amaterasu nella caverna; esiliato a Izumo, diventa l’eroe che uccide Yamata no Orochi, salva Kushinada-hime e recupera la spada Kusanagi. La stessa energia che in cielo distrugge, sulla terra protegge.

Questa doppiezza ha una spiegazione anche geografica. Izumo, sul mare del Giappone, era un centro religioso e politico rivale di Yamato, e il grande santuario di Izumo Taisha è dedicato al suo discendente Ōkuninushi. Diversi studiosi leggono nel ciclo di Susanoo la traccia dell’assorbimento di una tradizione locale concorrente: la divinità principale di Izumo viene inserita nella genealogia imperiale come fratello turbolento di Amaterasu, subordinata ma non cancellata. Il compromesso politico produce una figura contraddittoria.

Al suo esilio è associata anche la fondazione della poesia giapponese: il canto che compone per la sposa a Suga — «a Izumo si alzano otto nubi» — è tradizionalmente considerato il primo waka, e il metro in trentuno sillabe della tradizione classica ne discenderebbe. La sua figura è stata poi sincretizzata con il Gozu Tennō buddhista e con il culto contro le epidemie del santuario Yasaka di Kyoto, da cui deriva il Gion Matsuri, tra le feste più grandi del Giappone. La divinità della tempesta finisce così a presidiare la protezione dalle pestilenze.

Dettagli
Dimora
Izumo (dopo il bando da Takamagahara, la piana celeste)
Animali sacri
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