Periodo storico
Kojiki (712 d.C.) e Nihon Shoki (720 d.C.)
Fonti
Kojiki; Nihon Shoki; Kojiki, libro I-II; Nihon Shoki; Heike Monogatari (XII secolo)

Kusanagi

草薙剣 (Kusanagi no Tsurugi, giapponese)
Kusanagi è la spada sacra ritrovata da Susanoo nella coda del drago Yamata no Orochi e donata ad Amaterasu. È uno dei Tre Tesori Sacri della tradizione imperiale giapponese.

Kusanagi-no-Tsurugi, la “spada che falcia l’erba”, è una delle tre insegne imperiali del Giappone insieme allo specchio Yata-no-Kagami e al gioiello Yasakani-no-Magatama, e uno dei simboli più venerati dello shintoismo. Come spada leggendaria legata alla sovranità e al potere divino, Kusanagi si affianca ad altre armi divine leggendarie esaminate in Armi divine leggendarie a confronto.

Secondo il mito, la spada viene ritrovata dal dio Susanoo nella coda del gigantesco serpente a otto teste Yamata-no-Orochi, dopo averlo ucciso per salvare la principessa Kushinada-hime; Susanoo offre poi la spada in dono alla sorella Amaterasu come segno di riconciliazione, e la dea la tramanda in seguito al nipote Ninigi al momento della sua discesa sulla terra, insieme agli altri due tesori sacri, a sancire la legittimità divina della stirpe imperiale.

La spada compare anche in un episodio successivo legato all’eroe semi-leggendario Yamato Takeru, che le deve il proprio nome attuale: circondato dalle fiamme in una trappola tesagli da un nemico durante una battuta di caccia nella pianura, Yamato Takeru usa la spada per falciare l’erba alta intorno a sé e crearsi una via di fuga dall’incendio, da cui il nome “tagliaerba”. Oggi la spada è tradizionalmente custodita, non visibile al pubblico, presso il santuario di Atsuta a Nagoya, ed è tra i simboli più sacri e centrali dell’identità imperiale giapponese.

La Kusanagi no Tsurugi è una delle tre insegne imperiali giapponesi, e la sua origine mitica è un’estrazione anziché una forgiatura: Susanoo la trova nella coda di Yamata no Orochi dopo averlo ucciso, e la offre ad Amaterasu come dono riparatore per le proprie trasgressioni. Il nome originario era Ame no Murakumo, «nuvole ammassate del cielo».

Il nome attuale, «falciatrice d’erba», deriva da un secondo episodio. Il principe Yamato Takeru, attirato in una trappola in una piana e circondato dal fuoco appiccato dai nemici, usa la spada per tagliare l’erba attorno a sé e sottrarre alimento all’incendio, salvandosi. La sua morte successiva è collegata alla spada: avendola lasciata presso la moglie prima di affrontare una divinità di montagna, resta privo di protezione e muore. L’oggetto è quindi efficace ma non trasferibile a piacimento.

Il suo statuto attuale è insolito. La spada è custodita nel santuario di Atsuta a Nagoya e nessuno, incluso l’imperatore, la vede: durante le cerimonie di intronizzazione viene presentata una replica avvolta in un involucro. Una cronaca del XII secolo, il Heike Monogatari, riferisce che l’originale andò perduto in mare nella battaglia di Dan-no-ura del 1185 insieme all’imperatore bambino Antoku, e la questione se quella conservata sia l’oggetto antico o una sostituzione resta aperta. La sua invisibilità obbligatoria ne fa un caso raro di reliquia la cui autenticità non è verificabile per principio.

Dettagli
Significato
Simbolo della legittimità imperiale, uno dei Tre Tesori Sacri insieme allo specchio Yata no Kagami e al gioiello Yasakani no Magatama
Rappresentazioni visive
Spada sacra, oggi custodita (secondo la tradizione) nel Santuario di Atsuta a Nagoya, mai mostrata pubblicamente
Tipo di simbolo
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