Periodo storico
Edda poetica e Edda in prosa (XIII secolo)
Tipologia
Divinità maggiore
Domini
Riferimenti
Fonti
Edda poetica; Edda in prosa (Gylfaginning); Völuspá (Edda poetica)

Mimir

Mímir (nordico antico)
Mimir è un essere di grande saggezza, custode del pozzo omonimo presso una radice di Yggdrasill. Odino sacrifica un occhio per bere dalle sue acque e ottenere conoscenza.

Mimir è, nella mitologia norrena, l’essere custode della sapienza per eccellenza, associato al celebre pozzo situato tra le radici del grande frassino Yggdrasill, le cui acque conferiscono conoscenza e saggezza a chiunque riesca a berne.

Desideroso di attingere a questa fonte di sapienza suprema, il dio Odino accetta di sacrificare uno dei propri occhi come pegno, gettandolo nel pozzo di Mimir per ottenere il permesso di bervi: è questo il motivo per cui Odino viene tradizionalmente raffigurato con un solo occhio.

Durante la guerra tra le stirpi divine degli Aesir e dei Vanir, Mimir viene inviato come ostaggio di pace presso i Vanir insieme al dio Hœnir, ma questi ultimi, ritenendo di aver ricevuto in cambio solo consigli senza sostanza da Hœnir privo della guida di Mimir, decapitano quest’ultimo e ne rispediscono la testa a Odino. Il dio, lungi dal disperdere questa fonte di saggezza, imbalsama ed incanta magicamente la testa di Mimir, conservandola e consultandola ancora come oracolo prezioso nei momenti di maggiore necessità. Questa testa parlante e profetica accosta Mimir ad altre figure e oggetti oracolari del mondo antico, discussi in Oracoli e profezia a confronto.

Alcuni studiosi hanno accostato il pozzo di Mimir al vicino pozzo di Urðr (Destino), custodito dalle tre Norne tra le stesse radici di Yggdrasill, sebbene le fonti li trattino come due luoghi distinti legati a due forme diverse di sapienza: quella arcana e ancestrale di Mimir, quella propriamente profetica delle Norne. Secondo la Völuspá, sarà proprio la testa incantata di Mimir a essere consultata un’ultima volta da Odino alla vigilia del Ragnarök, in cerca di un estremo consiglio prima della battaglia finale contro le forze del caos.

Questa divinità è collegata anche a Ragnarök.

Il nome Mimir è etimologicamente collegato alla radice indoeuropea da cui derivano anche parole come “memoria” e “mente” in diverse lingue germaniche: questa connessione linguistica rafforza il suo ruolo mitologico di custode della sapienza e del ricordo, una figura la cui conoscenza sopravvive persino alla morte fisica, continuando a servire Odino come consigliere anche dopo la decapitazione.

Dopo la guerra fra le due stirpie divine degli Æsir e dei Vanir, Mimir fu inviato come ostaggio presso i Vanir insieme al dio Hœnir: quando questi ultimi, insoddisfatti della saggezza di Hœnir senza il costante suggerimento di Mimir, lo decapitarono rispedendone la testa a Odino, il dio supremo la preservò con erbe magiche e incantesimi, conservandola come oracolo permanente presso il pozzo omonimo alle radici di Yggdrasill.

Il pozzo di Mimir, distinto dal pozzo di Urd custodito dalle Norne, rappresenta nella cosmologia norrena una delle fonti di sapienza primordiale poste alle radici di Yggdrasill: bere dalle sue acque garantisce conoscenza e saggezza, un dono che lo stesso Odino ottenne sacrificando un occhio, episodio che sottolinea quanto anche il più potente degli dèi dovesse pagare un prezzo elevato per accedere alla sapienza custodita da Mimir.

Dettagli
Dimora
Il pozzo di Mimir, presso una radice di Yggdrasill
Animali sacri
Voci correlate
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