Periodo storico
Fonti
Libro dei Morti; Kojiki; Huainanzi; Comentarios Reales de los Incas; rito dell'Inti Raymi (rinnovo rituale del sole presso gli Inca); Shan Hai Jing, «Dahuang dongjing»; Huainanzi, «Tianwen xun»

Il viaggio del sole

Il viaggio del sole confronta il percorso solare in quattro culture: la barca di Ra nel Duat egizio, il ritiro di Amaterasu in Giappone, i dieci soli abbattuti da Houyi in Cina, e Inti come progenitore Inca.

Il viaggio quotidiano del sole attraverso il cielo è uno dei percorsi mitici più universali, reso sacro da culture lontane tra loro attraverso immagini sorprendentemente simili: una divinità o un astro che percorre un cammino fisso, minacciato ogni giorno dal caos e capace comunque di rinnovarsi all’alba successiva.

Nell’antico Egitto, il dio Ra attraversava il cielo su una barca solare durante il giorno, per poi affrontare ogni notte, nel viaggio attraverso il Duat, il regno dei morti, il serpente del caos Apopi, che tentava di inghiottirlo prima che potesse risorgere all’alba, rinnovato dalla vittoria quotidiana sul disordine primordiale.

In Giappone, è la dea Amaterasu a incarnare il sole stesso: il suo temporaneo ritiro in una caverna celeste, che privò il mondo della luce, e il successivo richiamo da parte degli altri dèi rappresentano un mito di eclissi e rinascita solare parallelo a quello egizio, sebbene radicato in una cosmologia completamente diversa.

Nella mitologia cinese, il viaggio del sole assume una forma inversa e altrettanto drammatica: quando dieci soli, figli del Dio Supremo, sorsero contemporaneamente minacciando di incenerire la terra, fu l’arciere Hou Yi ad abbatterne nove, lasciando il solo sole che oggi percorre regolarmente il cielo. Presso gli Inca, infine, Inti, il dio sole, era considerato progenitore diretto della dinastia imperiale, il cui percorso celeste garantiva ordine e legittimità al potere terreno stesso. A differenza del viaggio quotidiano di Ra o Amaterasu, per gli Inca era il ciclo annuale a rappresentare il momento di massima vulnerabilità solare: durante l’Inti Raymi, la grande festa del solstizio d’inverno andino (giugno nell’emisfero australe), il sole veniva simbolicamente “richiamato” attraverso digiuni, sacrifici e la riaccensione di un fuoco nuovo concentrando i suoi stessi raggi con uno specchio, un rito che condivide con i miti egizio e giapponese la stessa logica di fondo: il sole non è un dato scontato e perenne, ma una forza che va rinnovata attivamente dagli uomini attraverso il rito, pena il ritorno del caos o del freddo.

La variante cinese introduce però un elemento che manca alle altre tre: il sole non è uno soltanto. Le fonti pre-imperiali parlano di dieci soli, figli del Sovrano del Cielo, che si alternavano secondo un ciclo decadico partendo dal gelso cavo Fusang all’estremo oriente, trasportati sul carro dalla madre Xihe. Il viaggio quotidiano è quindi, in origine, un turno di servizio all’interno di una squadra, e la sua regolarità dipende dal rispetto di un’organizzazione anziché dalla vittoria su un nemico: dove Ra deve sconfiggere ogni notte il serpente Apopi, il sole cinese deve semplicemente attenersi al proprio ordine di uscita. La rottura di quell’ordine — i dieci soli che sorgono insieme — è la catastrofe che richiede l’intervento di Hou Yi, e la riduzione a un solo astro sancisce il passaggio a un calendario solare unico.

Dettagli
Descrizione del percorso
Durata stimata
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