Mictlan è il regno sotterraneo dei morti nella cosmologia azteca, governato dalla coppia divina Mictlantecuhtli e Mictecacihuatl. Vi giungevano le anime di coloro che morivano di morte naturale, non riservate agli altri paradisi specifici come il Tlalocan di Tlaloc o il paradiso solare dei guerrieri caduti.
Il viaggio verso Mictlan durava quattro anni e attraversava nove livelli sotterranei pieni di ostacoli: venti taglienti come lame d’ossidiana, montagne che si scontrano, fiumi di sangue popolati da giaguari e infine il grande fiume Chiconahuapan, attraversato con l’aiuto di un piccolo cane (xoloitzcuintle) sacrificato al momento della sepoltura del defunto.
È proprio in Mictlan che, secondo il mito della creazione dell’umanità attuale, Quetzalcoatl scende per recuperare le ossa preziose delle generazioni estinte, sfidando gli inganni di Mictlantecuhtli per riportarle nel mondo dei vivi e dare origine, mescolate al proprio sangue, alla stirpe umana del Quinto Sole.
Il Mictlan si distingue dagli altri regni dei morti per un principio inconsueto: la destinazione non dipende dalla condotta morale ma dalla modalità del decesso. Chi muore di morte comune affronta i nove livelli sotterranei, chi cade in battaglia o sul tavolo sacrificale accompagna il sole nel suo percorso diurno, chi annega o muore di malattie idriche raggiunge il Tlalocan di Tlaloc, le donne morte di parto — equiparate ai guerrieri — diventano le cihuateteo che scortano il sole al tramonto, e i bambini morti prima dello svezzamento vanno al Chichihuacuauhco, dove un albero stilla latte dai rami. Nessuno di questi esiti è un premio o una punizione: sono destinazioni tecniche.
Prima della partenza il corpo veniva preparato secondo un rituale preciso: avvolto in un fagotto funerario (tlaquimilolli) insieme a una maschera dipinta, con un pezzetto di giada (chalchihuitl) posto in bocca a fungere da cuore sostitutivo per l’aldilà, e corredato da offerte di cibo, acqua e oggetti personali destinati a sostenere il defunto durante il lungo cammino sotterraneo. Le fonti coloniali, come il Codice Vaticano A, elencano i nove livelli con nomi propri distinti: Itzcuintlan (luogo del cane), Tepectli Monamictlan (dove si scontrano le montagne), Iztepetl (il monte di ossidiana), Cehuecayan (dove soffia il vento gelido come lame), Paniecatacoyan (dove sventolano le bandiere), Timiminaloayan (dove si è trafitti da frecce), Teocoylehualoyan (dove i cuori vengono divorati dalle fiere), Izmictlan Apochcalolca (dove si cammina su un sentiero stretto tra rocce) e infine Chicunamictlan, il nono e ultimo livello dove risiede la coppia sovrana. Proprio in questo esaurimento sta la differenza più netta dal Diyu cinese e dal Duat egizio: non c’è giudizio, non c’è pena da scontare e non c’è sopravvivenza, ma una dissoluzione al termine del percorso.
Questo luogo è collegato anche a Il regno dei morti e Codice Fiorentino.
