Periodo storico
Edda poetica e Edda in prosa (XIII secolo)
Tipologia
Divinità maggiore
Domini
Riferimenti
Fonti
Edda poetica; Edda in prosa (Gylfaginning); Rígsþula (Edda poetica)

Heimdall

Heimdallr (nordico antico)
Heimdall è il guardiano degli dèi, custode del ponte Bifröst, dotato di vista e udito acutissimi. Suonerà il corno Gjallarhorn per annunciare l’inizio del Ragnarök.

Heimdall è, nella mitologia norrena, il dio guardiano del ponte Bifröst, posto a difesa di Asgard contro ogni minaccia proveniente dai regni dei giganti. Nato, secondo la tradizione, da nove madri (le onde del mare), Heimdall è dotato di sensi straordinari: può udire crescere l’erba e la lana sulle pecore, e la sua vista spazia per centinaia di miglia sia di giorno sia di notte.

Heimdall custodisce il corno Gjallarhorn, il cui suono, quando finalmente risuonerà, annuncerà l’inizio del Ragnarök e chiamerà alle armi gli dèi e i guerrieri caduti del Valhalla. Nella grande battaglia finale, Heimdall è destinato ad affrontare in duello il proprio storico rivale, il dio ingannatore Loki: secondo la profezia, i due si uccideranno reciprocamente, ponendo fine a una rivalità che attraversa l’intera mitologia norrena.

Un aspetto meno noto di Heimdall emerge dal poema Rígsþula (“Il canto di Ríg”), dove il dio, sotto il nome di Ríg, discende sulla terra e genera, visitando in successione tre diverse case umane, i capostipiti delle tre classi sociali della società norrena: Þræll (il servo), da cui discendono i thralls; Karl (il libero), da cui discendono i contadini liberi; e Jarl (il nobile), da cui discende la stirpe dei re. Questo ruolo di progenitore dell’ordine sociale umano affianca, in modo per certi versi sorprendente, la funzione più nota di Heimdall come guardiano cosmico di Asgard.

Il custode del Bifröst e la vigilanza dei confini

Heimdall dimora nella sala Himinbjörg, la “Rocca del Cielo”, posta all’estremità del ponte Bifröst dove questo tocca Asgard, e secondo l’Edda in prosa ha bisogno di meno sonno di un uccello, così da poter scrutare senza sosta sia il giorno sia la notte l’orizzonte da cui potrebbero avanzare i giganti provenienti da Midgard o dai regni ancora più remoti. Nel poema Lokasenna, quando Loki lo dileggia durante il celebre scambio di insulti tra gli dèi, lo accusa di un destino “dalla schiena bagnata”, costretto per sempre a restare in piedi a fare la guardia mentre gli altri dèi banchettano: un’immagine impietosa che coglie comunque il nucleo della funzione di Heimdall, un dio la cui intera identità coincide con il compito di vegliare.

La contesa con Loki per la collana Brísingamen

Un’antica tradizione, riportata dal poema scaldico Húsdrápa e ripresa da Snorri Sturluson, narra che Loki rubò la preziosa collana Brísingamen a Freyja trasformandosi in mosca per intrufolarsi nella sua stanza mentre dormiva: fu Heimdall a intuire il furto e a inseguirlo fino alla riva del mare, dove i due si trasformarono entrambi in foche e si affrontarono in un duro combattimento presso lo scoglio chiamato Singasteinn, concluso con la vittoria di Heimdall e la restituzione del gioiello alla dea. Questo scontro arcaico, precedente e distinto dal duello finale profetizzato per il Ragnarök, fornisce la radice narrativa dell’inimicizia che lega per sempre i due dèi. La vicenda, per quanto narrata solo in frammenti, mostra un aspetto meno noto di Heimdall: non solo sentinella passiva ma agente attivo capace di iniziativa e combattimento, qualità che ne giustificano il ruolo di ultimo baluardo nella battaglia finale.

Dettagli
Dimora
Himinbjörg, presso il ponte Bifröst
Animali sacri
Voci correlate
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