Thot è il dio egizio della scrittura, della saggezza e della luna, quasi sempre raffigurato con la testa di ibis o, in alcune varianti, come babbuino. La tradizione gli attribuisce l’invenzione dei geroglifici e di ogni forma di conoscenza scritta, rendendolo patrono degli scribi e dell’amministrazione del regno. Il suo legame con la luna, che scandisce il tempo e il calendario, lo accosta ad altre divinità lunari di culture diverse, discusse in Divinità lunari a confronto.
Nel giudizio dei morti descritto nel Libro dei Morti, è Thot a registrare per iscritto l’esito della pesatura del cuore, accanto alla bilancia sorvegliata da Maat, dea della verità e dell’ordine cosmico di cui Thot è spesso considerato compagno o esecutore della legge.
Come dio lunare, Thot regolava il calendario e il computo del tempo, ed era invocato come mediatore e pacificatore nelle dispute divine: nel mito della contesa tra Horus e Seth per il trono d’Egitto, è proprio Thot a fungere da scriba e consigliere del tribunale degli dèi che infine assegna la vittoria a Horus.
Il suo centro di culto principale era Hermopoli (l’egizia Khmun, “città degli otto”, in riferimento agli dèi primordiali della cosmogonia locale), dove veniva venerato come artefice della creazione attraverso la parola e il pensiero. In epoca greco-romana fu identificato con Hermes, dando origine alla figura sincretica di Ermete Trismegisto, a cui la tradizione ermetica attribuì un vasto corpus di testi filosofici e alchemici.
Thot è il funzionario del pantheon egizio: presiede alla scrittura, al calcolo, al calendario e agli archivi, e la sua presenza nelle scene di giudizio è quella dello scriba che verbalizza. La tradizione gli attribuisce l’invenzione dei geroglifici, e il dialogo riportato da Platone nel Fedro — dove il re Thamus obietta a Theuth che la scrittura indebolirà la memoria — è la più antica riflessione conservata sui costi di quella tecnologia.
La sua natura lunare completa il quadro: come computatore del tempo misura i cicli, e il mito dei cinque giorni epagomeni gli attribuisce la vittoria a scacchi contro la luna per procurarli a Nut. Nel conflitto tra Horus e Seth agisce come mediatore e guaritore, restituendo l’occhio ferito di Horus, e nel Libro dei Morti registra l’esito della pesatura del cuore contro la piuma di Maat.
La sua ricezione fuori dall’Egitto è stata straordinaria. Identificato con Ermes dai Greci, diventa Ermete Trismegisto, autore presunto del Corpus Hermeticum, e attraverso quella letteratura influenza l’alchimia, l’astrologia e il neoplatonismo rinascimentale: Marsilio Ficino ne tradusse i testi per Cosimo de’ Medici ritenendoli anteriori a Mosè, e solo la filologia del Seicento li ricollocò al II-III secolo d.C. Il Libro di Thot, il volume che conferisce onniscienza, è il centro del racconto demotico di Setne Khamwas.
Questa divinità è collegata anche a Ra.
