Periodo storico
Periodo predinastico - epoca greco-romana
Tipologia
Divinità maggiore
Domini
Riferimenti
Tifone (Typhon) nella tradizione greca; assimilato a Baal dagli Hyksos
Fonti
Le contese di Horus e Seth; Testi delle Piramidi; Papiro Chester Beatty I (Contendings of Horus and Seth); Libro dell'Amduat

Seth

Stẖ (Seth, egizio antico)
Seth è il dio egizio del deserto, della tempesta e della violenza, fratello e uccisore di Osiride. Figura ambivalente, non puramente malvagia: difende ogni notte la barca solare di Ra dall'attacco del serpente del caos Apopi. Il suo conflitto con Horus per il trono d'Egitto è centrale nella mitologia egizia.

Seth è, nella mitologia egizia, il dio del caos, delle tempeste, del deserto e delle terre straniere, figura profondamente ambivalente che occupa un ruolo tanto distruttivo quanto, paradossalmente, protettivo all’interno del pantheon.

Fratello di Osiride, Seth ne è anche il celebre assassino: ingannatolo con uno stratagemma, lo rinchiude in un sarcofago su misura durante un banchetto e lo getta nel Nilo; recuperato il corpo dalla vedova Iside, Seth lo smembra poi in quattordici pezzi disperdendoli lungo tutto il corso del fiume, per impedirne la resurrezione. Questo atto di violenza fondativa innesca il lungo conflitto con il nipote Horus, figlio di Osiride, per la legittima successione al trono d’Egitto, contesa che vede alla fine la sconfitta di Seth davanti al tribunale degli dèi.

Nonostante questo ruolo di antagonista, Seth mantiene per gran parte della storia egizia anche una funzione essenziale e positiva: è lui, dotato di forza sovrumana, a difendere ogni notte la barca solare di Ra dagli assalti del serpente del caos Apopi, unico dio in grado di contrastarne la furia distruttrice. Per questo, in diverse epoche — specialmente durante il periodo Ramesside, quando faraoni come Seti I e Sethnakht ne portavano orgogliosamente il nome — Seth fu venerato positivamente come divinità della forza necessaria a proteggere l’ordine cosmico, prima di essere progressivamente demonizzato in epoca tarda, quando la sua associazione con gli invasori stranieri ne fece il simbolo per eccellenza del disordine e del male.

Seth occupa nella teologia egizia una posizione che non coincide con quella del male assoluto, e la sua storia religiosa lo dimostra: per gran parte della storia faraonica è una divinità legittima e venerata, patrono del deserto e delle terre straniere, e i sovrani della XIX dinastia portano nomi come Sethi che lo onorano. Solo in epoca tarda, con le dominazioni straniere e la crescente identificazione dello straniero con il nemico, la sua figura viene demonizzata e le sue immagini martellate.

Nel conflitto con Horus, narrato per esteso nel papiro Chester Beatty I, il tribunale divino impiega ottant’anni a decidere, e la contesa procede per prove che sono meno battaglie che cause legali: gare di navigazione con barche di pietra, trasformazioni in ippopotami, testimonianze contrastanti. La vicenda si legge come un processo di successione dinastica in cui il diritto del figlio si scontra con quello del fratello, e il testo riporta le opinioni divergenti degli dèi anziché una condanna unanime.

La sua funzione cosmica gli assegna però un ruolo indispensabile: è Seth a stare sulla prua della barca solare per respingere Apopi durante il viaggio notturno nel Duat, e la sua forza disordinata è l’unica capace di contrastare il caos assoluto. L’animale che lo rappresenta, il cosiddetto sha, non è identificabile con alcuna specie reale — muso allungato, orecchie quadrate, coda biforcuta — e questa indeterminatezza zoologica è probabilmente intenzionale: il dio dell’anomalia non può avere un corpo classificabile.

Questa divinità è collegata anche a Osiride.

Dettagli
Dimora
Il deserto; le oasi occidentali
Animali sacri
Animale di Seth (creatura fantastica non identificata, dalla testa allungata)
Voci correlate
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