Periodo storico
Periodo Nara (VIII secolo d.C.) - fonti scritte Kojiki e Nihon Shoki
Tipologia
Divinità maggiore
Domini
Riferimenti
Talvolta accostato a Uranus/Crono nell'analisi comparata dei miti di creazione e separazione cosmica
Fonti
Kojiki; Nihon Shoki; Kojiki, libro I; Nihon Shoki, libro I

Izanagi

伊邪那岐 / イザナギ (Izanagi, giapponese antico)
Izanagi è il dio creatore primordiale della mitologia giapponese, che insieme alla sorella-sposa Izanami dà origine alle isole del Giappone. Dopo la morte di lei, la segue nel regno dei morti Yomi, e dal successivo rito di purificazione nascono Amaterasu, Tsukuyomi e Susanoo.

Izanagi è, nella mitologia shintoista narrata nel Kojiki, il dio primordiale che insieme alla sorella-sposa Izanami dà origine alle isole del Giappone e a numerosi kami, mescolando le acque primordiali con la lancia celeste Ame-no-nuboko dall’alto del ponte fluttuante del cielo per formare la prima isola, Onogoro. L’unione primordiale tra Izanagi e Izanami, coppia divina generatrice del mondo, è un esempio del motivo delle nozze sacre analizzato in Le nozze sacre: l’unione tra divinità a confronto.

Dopo la morte di Izanami nel dare alla luce il dio del fuoco Kagutsuchi, Izanagi, accecato dal dolore, decapita il neonato generando ulteriori divinità dal suo sangue, e si spinge fino al regno dei morti Yomi per riportare in vita la sposa. Scoperto però il suo corpo ormai in decomposizione, contravvenendo al divieto di guardarla, Izanagi fugge inorridito inseguito dalla furia di Izanami e da un esercito di demoni, riuscendo a sigillare per sempre l’ingresso del regno con un masso.

Contaminato dal contatto con la morte, Izanagi si purifica ritualmente immergendosi in un fiume (un rito noto come misogi, ancora praticato nello shintoismo contemporaneo): dal lavaggio dell’occhio sinistro nasce la dea del sole Amaterasu, dal lavaggio dell’occhio destro il dio della luna Tsukuyomi, e dal lavaggio del naso il dio delle tempeste Susanoo: le “tre nobili progenie” a cui Izanagi affida rispettivamente il governo del cielo diurno, della notte e del mare, prima di ritirarsi egli stesso dalla scena divina attiva, avendo compiuto la propria opera creatrice.

Il gesto più fecondo di Izanagi non è la creazione ma la purificazione. Tornato dallo Yomi contaminato dal contatto con la morte, si immerge nel fiume Tachibana e da ciascuna parte del corpo lavata nasce una divinità: dall’occhio sinistro Amaterasu, dal destro Tsukuyomi, dal naso Susanoo. Le tre divinità principali del pantheon non sono quindi generate da un’unione ma da un’ablutione, e questo colloca il misogi all’origine stessa dell’ordine divino.

La creazione delle isole avviene invece per condensazione: la coppia primordiale immerge la lancia ingioiellata Amanonuhoko nelle acque indistinte dal ponte celeste, e le gocce che ricadono dalla punta si solidificano formando Onogoro, la prima isola. Il gesto è di sgocciolamento anziché di modellazione, e le isole dell’arcipelago vengono poi partorite una a una insieme alle divinità dei venti, dei mari e delle montagne.

La fine della sua vicenda è un ritiro. Dopo aver affidato i tre regni ai figli e aver dovuto esiliare Susanoo per le sue trasgressioni, Izanagi si allontana dalla narrazione senza morire, e le fonti divergono sul suo destino: il Kojiki lo colloca a Taga nella provincia di Ōmi, il Nihon Shoki lo fa salire in cielo. È un tratto ricorrente nei pantheon: la divinità creatrice cede la scena a quelle che governano, e la sua funzione si esaurisce con l’atto fondativo.

Dettagli
Dimora
Takamagahara, la piana celeste
Animali sacri
Voci correlate
Torna in alto