Delfi è, nella mitologia greca, il santuario più venerato e autorevole dedicato al dio Apollo, situato alle pendici del monte Parnaso e considerato dagli antichi greci l’omphalos, l’“ombelico del mondo”, segnato da una pietra sacra a testimonianza del suo ruolo di centro geografico e spirituale dell’universo. Il ruolo di Delfi come sede oracolare per eccellenza del mondo greco trova un confronto diretto con i santuari profetici di altre civiltà in Oracoli e profezia a confronto.
Secondo il mito, Apollo stabilì il proprio oracolo a Delfi subito dopo la nascita, uccidendo il terribile serpente Pitone che custodiva il luogo sacro; da allora la sacerdotessa officiante, la Pizia, pronunciava i responsi del dio seduta su un tripode posto sopra una fenditura rocciosa da cui, secondo la tradizione, esalavano vapori capaci di indurre in lei uno stato di trance profetica.
Consultato da re, città e comuni cittadini per le decisioni più importanti — dalla fondazione di colonie alla dichiarazione di guerre — l’oracolo di Delfi mantenne per secoli un’autorità religiosa e politica senza eguali nel mondo greco, e ospitava anche i Giochi Pitici, seconda competizione panellenica per prestigio solo ai Giochi Olimpici.
All’ingresso del tempio di Apollo era incisa la celebre massima “Conosci te stesso” (gnothi seautón), monito che invitava i consultanti a riconoscere i limiti della propria natura mortale prima di interrogare il dio. Gli oracoli delfici erano spesso volutamente ambigui: celebre il caso del re lidio Creso, che, interpretando erroneamente la profferta secondo cui, attraversando un fiume, avrebbe distrutto un grande impero, mosse guerra ai Persiani e finì per distruggere il proprio, non quello nemico.
Questo luogo è collegato anche a Parnaso e Edipo.
Il culto gemello e il ruolo politico dell’oracolo
Sebbene Delfi fosse consacrata soprattutto ad Apollo, il santuario riconosceva un legame di culto anche con la sorella gemella del dio, Artemide, venerata in alcune cerimonie e feste locali accanto al fratello: questa compresenza rifletteva la convinzione che i due gemelli, figli di Zeus e Leto, condividessero non solo la nascita ma anche una parte dell’autorità religiosa sul territorio circostante il monte Parnaso.
Al di là della sfera puramente religiosa, l’oracolo di Delfi svolgeva anche una funzione politica di primo piano nel mondo greco: città-stato, coloni in partenza e persino eroi leggendari come Giasone, che secondo la tradizione consultò la Pizia prima di intraprendere il viaggio verso la Colchide alla ricerca del vello d’oro, si rivolgevano al santuario per ottenere una legittimazione divina alle proprie decisioni più rischiose. Questo ruolo di arbitro sovraregionale rese Delfi, per secoli, uno dei pochi luoghi capaci di mettere d’accordo poleis altrimenti in perenne conflitto tra loro.
