Periodo storico
Popol Vuh, tradizione K’iche’ precolombiana
Fonti
Popol Vuh

Hunahpú e Ixbalanqué

Hunahpú e Ixbalanqué (quiché)
Hunahpú e Ixbalanqué sono i Gemelli Eroi maya del Popol Vuh, figli di Hun Hunahpú, che sconfiggono i signori di Xibalbá con astuzia e sacrificio, per poi ascendere al cielo come sole e luna.

Hunahpú e Ixbalanqué sono i Gemelli Eroi della mitologia maya k’iche’, protagonisti della sezione centrale del Popol Vuh, figli di Hun-Hunahpú (ucciso dai signori di Xibalbá) e della fanciulla Ixquic, concepiti miracolosamente dalla saliva della testa mozzata del padre appesa a un albero di calabash. La loro natura gemellare, condivisa da eroi analoghi in molte altre tradizioni, è approfondita in Gemelli mitici a confronto.

Prima ancora dell’episodio di Xibalbá, il Popol Vuh narra un primo ciclo di imprese dei due gemelli, ancora fanciulli, contro il falso sole Vucub-Caquix, un uccello-demone che si vantava di essere sole e luna nell’epoca precedente alla creazione definitiva: Hunahpú lo ferisce con la cerbottana facendogli cadere i denti d’oro e le pietre preziose che ne costituivano la falsa magnificenza, e i gemelli eliminano poi i suoi due figli Zipacná, il mostro che solleva le montagne, e Cabracán, “colui che scuote la terra”, ristabilendo così l’ordine cosmico prima ancora di affrontare il regno dei morti.

Cresciuti ignari delle proprie origini presso la nonna Ixmucané, i gemelli dimostrano fin da giovani straordinarie abilità nel gioco della pelota (ulama), lo stesso gioco rituale che era costato la vita al padre e allo zio Vucub-Hunahpú: il rumore della partita richiama l’attenzione dei signori di Xibalbá, Hun-Camé e Vucub-Camé, che li convocano nel regno sotterraneo sperando di eliminarli come avevano fatto con i loro predecessori.

Scesi a Xibalbá, i gemelli superano con astuzia le celebri case dell’inganno — la Casa del Buio, la Casa dei Coltelli, la Casa del Freddo, la Casa dei Giaguari e la Casa del Fuoco — evitando ciascuna trappola mortale grazie a stratagemmi ingegnosi, come sostituire le lucciole alle braci ardenti per ingannare le sentinelle. Il culmine della sfida arriva quando i due fratelli si lasciano volontariamente bruciare in un forno: i loro resti, ridotti in polvere e gettati in un fiume, si ricompongono, e risorti sotto mentite spoglie di uomini poveri capaci di prodigi ingannano i signori di Xibalbá inducendoli a chiedere di essere sacrificati e resuscitati a loro volta — ma questa volta senza far ritornare in vita Hun-Camé e Vucub-Camé, sancendo così la sconfitta definitiva delle divinità della morte.

Vendicato il padre e lo zio, di cui recuperano simbolicamente i resti promuovendoli a divinità minori legate al gioco della palla, i due fratelli ascendono al cielo: secondo la versione più diffusa del Popol Vuh diventano rispettivamente il Sole e la Luna, mentre alcune interpretazioni astronomiche moderne li associano piuttosto al Sole e al pianeta Venere, coerentemente con l’importanza di questo corpo celeste nel calendario e nella cosmologia maya. La loro vittoria su Xibalbá precede e rende possibile, nel racconto del Popol Vuh, la creazione riuscita dell’umanità dal mais.

Il mito dei Gemelli Eroi, con la sua struttura di prove, morte apparente e rinascita trionfante, è considerato uno dei racconti più sofisticati della mitologia mesoamericana ed è ampiamente attestato anche nell’iconografia dell’arte maya del periodo Classico, su vasi dipinti e rilievi che raffigurano scene del gioco della palla e dell’inganno dei signori di Xibalbá, a conferma dell’antichità della tradizione orale poi fissata per iscritto nel Popol Vuh.

Questa figura è collegata anche a Camazotz.

La sfida contro Camazotz e le altre creature guardiane delle case di prova di Xibalbá è un episodio chiave del viaggio dei due gemelli, esaminato anche in Animali sacri e creature guardiane a confronto.

Dettagli
Origine
Figli di Hun Hunahpú e della fanciulla Ixquic, concepiti dalla saliva della testa mozzata del padre appesa a un albero
Imprese principali
Vittoria nel gioco della pelota contro i signori di Xibalbá; superamento delle case delle prove (della freddo, dei giaguari, del fuoco, dei pipistrelli); inganno dei signori della morte tramite morte e resurrezione simulate
Armi e oggetti magici
Destino finale
Ascendono al cielo trasformandosi nel sole e nella luna, stabilendo l’ordine cosmico che precede la creazione dell’umanità
Archetipo
Voci correlate
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