Periodo storico
Attestato nell'Avesta (I millennio a.C.); ripreso nello Shahnameh di Ferdowsi (X-XI secolo d.C.)
Fonti
Avesta, Yasht 5 e 9; Ferdowsi, Shahnameh

Fereydun

Thraētaona
Eroe della tradizione avestica ed epica persiana, celebre per aver sconfitto e incatenato il tiranno drago Azhi Dahaka (Zahhak) sul monte Damavand.

Fereydun, noto in avestico come Thraētaona, è uno degli eroi più celebrati della tradizione epica persiana, protagonista centrale sia dei testi avestici più antichi sia, secoli dopo, del grande poema epico dello Shahnameh composto dal poeta Ferdowsi: la sua impresa più famosa, la sconfitta del tiranno drago Azhi Dahaka, rappresenta uno dei racconti fondanti dell’identità eroica iranica, un mito di liberazione dalla tirannia che affonda le proprie radici teologiche nella lotta cosmica tra ordine e caos già delineata nell’Avesta.

Secondo la tradizione, Fereydun nacque in un’epoca segnata dal terrore del tiranno Zahhak (Azhi Dahaka), un sovrano corrotto da Angra Mainyu, la forza del male, e trasformato in un mostro con due serpenti che gli crescevano dalle spalle, nutriti quotidianamente con il cervello di giovani vittime sacrificate. Cresciuto in segreto, lontano dalla corte, per sottrarlo alla furia del tiranno, Fereydun raggiunse l’età adulta forgiato da un destino di riscatto, sostenuto nella sua missione dalla protezione divina di Ahura Mazda, che secondo i testi avestici sosteneva gli eroi impegnati nella lotta contro la menzogna e la tirannia.

Armato di una mazza a testa di toro, Gorz-e Gāvsār, ancora oggi uno dei simboli iconografici più riconoscibili dell’epica persiana, Fereydun marciò contro Zahhak, lo sconfisse in battaglia e, invece di ucciderlo, lo incatenò per l’eternità in una caverna sul monte Damāvand, la vetta più alta dell’Iran, situata nella catena dell’Elburz: secondo la tradizione escatologica zoroastriana, Zahhak resterà incatenato fino alla fine dei tempi, quando spezzerà le catene e sarà infine ucciso dall’eroe Garshasp durante gli eventi che precederanno il rinnovamento finale del mondo.

Dopo la vittoria, Fereydun divenne sovrano e, secondo lo Shahnameh, divise il proprio regno tra i tre figli Salm, Tur e Iraj, un atto che avrebbe generato una faida dinastica fratricida alla base di gran parte della successiva epica persiana: la figura di Fereydun, dunque, non rappresenta soltanto l’eroe che libera il mondo dalla tirannia, ma anche l’archetipo del sovrano giusto le cui scelte, anche le più generose, possono generare conseguenze tragiche destinate a riverberarsi per generazioni nella memoria epica del popolo iranico.

La figura di Fereydun ha assunto, nel corso dei secoli, un valore simbolico che travalica il racconto epico in senso stretto, diventando nella cultura iranica un archetipo della giustizia trionfante sulla tirannia: ancora oggi, in Iran, la leggenda della sua vittoria su Zahhak è associata da alcune tradizioni popolari alla festa di Mehregan, un’antica celebrazione autunnale di origine zoroastriana dedicata al dio Mithra e, per estensione, al trionfo della luce e dell’ordine sul caos. Il parallelo tra Fereydun e altri eroi indoeuropei che sconfiggono un drago o un serpente cosmico, come Thor contro Jörmungandr nella tradizione norrena o Indra contro Vritra in quella vedica, ha portato numerosi studiosi di mitologia comparata a considerare il mito di Fereydun una delle espressioni più chiare, nell’area iranica, di un motivo narrativo indoeuropeo assai più antico, legato al ciclo della lotta tra un eroe solare o celeste e una forza ctonia di caos primordiale, motivo che riemerge con notevole coerenza strutturale in tradizioni mitologiche geograficamente e culturalmente distanti tra loro.

Dettagli
Origine
Imprese principali
Armi e oggetti magici
Destino finale
Archetipo
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