Zarathustra, meglio noto in Occidente con la forma greca del suo nome, Zoroastro, è il profeta e riformatore religioso a cui la tradizione attribuisce la fondazione dello zoroastrismo, la religione che pone al centro della propria teologia il culto di Ahura Mazda come unico dio increato e la lotta cosmica tra verità e menzogna: figura storica avvolta in un denso strato di elaborazione leggendaria, Zarathustra occupa un posto del tutto particolare nella mitologia persiana, a metà strada tra l’uomo storico e l’eroe fondatore rivestito di tratti sovrannaturali.
Secondo la tradizione, Zarathustra nacque in una famiglia sacerdotale e ricevette, all’età di trent’anni, una rivelazione diretta da Ahura Mazda mentre si trovava presso un fiume durante una cerimonia rituale: da questo incontro nacquero le Gathas, i diciassette inni che costituiscono il nucleo più antico e sacro dell’Avesta, in cui il profeta espone con straordinaria intensità poetica la propria visione teologica, insistendo sulla responsabilità morale individuale di ogni essere umano nella scelta tra il bene e il male.
La predicazione di Zarathustra incontrò inizialmente forte resistenza da parte delle autorità religiose tradizionali del suo tempo, legate al politeismo indoiranico precedente, e solo dopo anni di difficoltà il profeta trovò accoglienza e protezione presso la corte del sovrano Vishtaspa, il cui appoggio permise la diffusione della nuova fede; questo schema narrativo, del profeta inizialmente osteggiato e poi accolto da un sovrano illuminato, sarebbe diventato un modello ricorrente nella successiva tradizione agiografica zoroastriana.
La figura di Zarathustra ha esercitato un’influenza culturale che travalica ampiamente i confini della religione da lui fondata: filosofi e studiosi occidentali, dall’antichità classica fino all’età moderna, hanno guardato al profeta persiano come a una delle figure spirituali più originali dell’antichità, capace di introdurre concetti come il dualismo etico, il giudizio finale delle anime e la resurrezione dei corpi che, secondo alcuni storici delle religioni, avrebbero potuto influenzare, attraverso contatti storici e culturali, lo sviluppo di concetti analoghi in altre tradizioni religiose del Vicino Oriente antico.
La tradizione zoroastriana successiva arricchì la biografia di Zarathustra con numerosi episodi di natura miracolosa, tra cui il celebre racconto della sua nascita, accompagnata secondo la leggenda da segni prodigiosi e da un riso spontaneo del neonato invece del pianto abituale, interpretato come segno della sua natura eccezionale, oltre a tre tentazioni subite ad opera di Angra Mainyu, la forza del male, che avrebbe cercato invano di corromperlo prima che iniziasse la sua missione profetica, in un episodio che alcuni studiosi hanno accostato, per struttura narrativa, ad altri racconti di tentazione presenti in tradizioni religiose successive. Nonostante la ricchezza di questi elementi leggendari, il nucleo storico della predicazione di Zarathustra, conservato nelle Gathas con un linguaggio arcaico e di difficile interpretazione, resta considerato dagli studiosi una delle testimonianze religiose più antiche e originali dell’intera storia del pensiero umano, capace di articolare per la prima volta in forma sistematica un’etica fondata sulla libera scelta individuale tra il bene e il male, in un’epoca in cui la maggior parte delle religioni del mondo antico attribuiva invece il destino umano principalmente alla volontà imperscrutabile di divinità capricciose.
