Periodo storico
Tradizione zoroastriana e Shahnameh, I millennio a.C. - X sec. d.C.
Tipologia
Domini
Riferimenti
Fonti
Avesta, Bundahishn, Shahnameh

Angra Mainyu

Aŋra Mainiiu
Angra Mainyu (Ahriman) è la controparte distruttiva e menzognera di Ahura Mazda nel dualismo cosmico zoroastriano.

Angra Mainyu, noto nel persiano medio come Ahriman, è lo spirito distruttivo e menzognero che nella cosmologia zoroastriana si oppone eternamente a Ahura Mazda: non un semplice demone subordinato, come nelle tradizioni con un pantheon gerarchico unico, ma un principio cosmico opposto e coeterno, la cui esistenza stessa è il fondamento del dualismo etico che caratterizza l’intera religione zoroastriana.

Secondo l’Avesta e i testi pahlavi successivi come il Bundahishn, Angra Mainyu scelse liberamente la menzogna (druj) contro la verità (asha) nel momento della creazione, corrompendo ogni aspetto del mondo materiale plasmato da Ahura Mazda: introdusse la morte, le malattie, i predatori nocivi e gli inverni gelidi, in un atto di contaminazione perpetua piuttosto che di conquista militare diretta.

Il conflitto fra Angra Mainyu e Ahura Mazda non è rappresentato come una battaglia already decisa, ma come un processo storico in corso, destinato a concludersi solo alla fine dei tempi con la vittoria definitiva del bene: questa struttura escatologica lineare, con una fine certa e positiva della storia, distingue nettamente lo zoroastrismo dalle cosmologie cicliche di molte altre tradizioni antiche.

Angra Mainyu genera e comanda le forze del male minori, i daeva, entità che nella religione vedica indiana erano invece dèi benevoli: questa inversione di valore fra le due tradizioni indoeuropee sorelle — dove i daeva zoroastriani diventano demoni mentre gli asura, spesso ambigui in ambito indiano, si avvicinano ai concetti positivi zoroastriani — è considerata dagli studiosi una delle prove più forti di una riforma religiosa deliberata operata da Zarathustra rispetto al substrato indo-iraniano comune.

Nella pratica religiosa quotidiana, ogni essere umano è chiamato a schierarsi attivamente dalla parte di Ahura Mazda attraverso buoni pensieri, buone parole e buone azioni, contribuendo così alla sconfitta finale di Angra Mainyu: un’etica della scelta responsabile che rende il fedele zoroastriano non uno spettatore passivo del conflitto cosmico ma un combattente attivo al suo interno, in un ruolo teologicamente più partecipativo rispetto a molte altre tradizioni religiose antiche.

La figura di Angra Mainyu ebbe un’influenza duratura ben oltre i confini della Persia: alcuni studiosi delle religioni comparate hanno individuato echi del suo dualismo cosmico assoluto — bene e male come principi coeterni e irriducibili — in correnti gnostiche e manichee del tardo antico Vicino Oriente, e più in generale nella formazione dell’idea di un avversario cosmico del divino che avrebbe influenzato lo sviluppo successivo di concezioni analoghe in altre tradizioni religiose dell’area mediterranea e mediorientale.

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