Periodo storico
Attestato nell'Avesta (I millennio a.C.); ripreso nello Shahnameh di Ferdowsi (X-XI secolo d.C.)
Fonti
Avesta, Yasht 5 (Aban Yasht); Ferdowsi, Shahnameh

Azhi Dahaka

Aži Dahāka
Drago tricefalo demoniaco della tradizione avestica, poi tiranno umano nell'epica persiana, sconfitto e incatenato dall'eroe Fereydun sul monte Damavand.

Azhi Dahaka, meglio noto nella tradizione epica persiana con il nome di Zahhak, è una delle creature più temute e simbolicamente dense dell’intera mitologia iranica: un drago tricefalo e tricipite nei testi avestici più antichi, poi trasformato dalla tradizione epica successiva in un tiranno umano posseduto dal male, con due serpenti viventi che gli crescevano dalle spalle, immagine terrificante della corruzione del potere quando si allea con la menzogna cosmica, Druj, contro l’ordine di verità custodito da Ahura Mazda.

Nei testi più antichi dell’Avesta, in particolare nello Yasht dedicato alla dea delle acque Anahita, Azhi Dahaka compare come una creatura demoniaca a tre teste, sei occhi e tre fauci, generata da Angra Mainyu per portare distruzione nel mondo materiale creato da Ahura Mazda: la sua natura ferina e cosmica precede storicamente la versione più tarda, tramandata dallo Shahnameh, in cui Zahhak diventa un sovrano umano corrotto dal male dopo aver stretto un patto con una manifestazione demoniaca travestita da consigliere.

Secondo la versione epica, i due serpenti che crescevano dalle spalle di Zahhak dovevano essere quotidianamente nutriti con il cervello di due giovani, sacrificio che il tiranno impose al proprio popolo per mille anni di regno terrificante, finché l’eroe Fereydun non si sollevò contro di lui, lo sconfisse in battaglia e, anziché ucciderlo, lo incatenò per l’eternità in una caverna sotto il monte Damāvand, dove secondo la tradizione escatologica zoroastriana resterà imprigionato fino alla fine dei tempi.

La figura di Azhi Dahaka ha esercitato un’influenza culturale che si estende ben oltre la sola letteratura religiosa: il suo nome è all’origine, secondo alcuni filologi, della figura di Zahhak come archetipo del tiranno straniero nella memoria collettiva iranica, un simbolo così potente da essere ancora oggi invocato in senso figurato per denunciare regimi oppressivi, mentre la sua incatenazione sotto una montagna richiama un motivo mitologico diffuso in numerose culture indoeuropee, in cui una forza distruttiva primordiale viene neutralizzata ma non annientata, restando una minaccia latente destinata a riemergere solo al termine del ciclo cosmico.

Dal punto di vista comparativo, gli studiosi di mitologia indoeuropea hanno spesso accostato Azhi Dahaka ad altre figure draconiche presenti in tradizioni imparentate: il nome stesso, riconducibile alla radice indoeuropea che indica il serpente o il drago, lo collega etimologicamente al Vṛtra della mitologia vedica indiana, il serpente cosmico che tratteneva le acque e veniva sconfitto dal dio Indra, e più in generale al vasto motivo narrativo del combattimento tra un eroe o una divinità celeste e un mostro serpentiforme legato al caos, alle acque primordiali o alla siccità. Questa affinità strutturale, che si ritrova con variazioni in tradizioni lontane come quella norrena, con lo scontro tra Thor e Jörmungandr, o quella greca, con la battaglia tra Zeus e Tifone, ha portato numerosi comparativisti a considerare Azhi Dahaka una delle espressioni iraniche più antiche e meglio documentate di un archetipo mitico condiviso dall’intera famiglia linguistica e culturale indoeuropea, sopravvissuto nell’immaginario persiano ben oltre l’affermazione dello zoroastrismo come religione dominante.

Dettagli
Tipologia
Habitat
Poteri e abilità
Punti deboli
Aspetto fisico
Tipo di creatura
Voci correlate
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