Itzamná è la divinità suprema del pantheon Maya yucateco, il grande creatore e signore dei cieli venerato in tutta la penisola dello Yucatán nel periodo classico e postclassico. Il suo nome, che significa approssimativamente “casa dell’iguana” o “colui che dà forma”, allude al suo ruolo cosmogonico di architetto del mondo e dei cicli del tempo.
Secondo la tradizione registrata nei codici pittografici (come il Codice di Dresda) e nelle cronache coloniali spagnole, Itzamná è il primo sciamano, l’inventore della scrittura geroglifica, del calendario e dei libri sacri, oltre che patrono della medicina. Viene spesso raffigurato come un anziano dal profilo aquilino, talvolta identificato con il grande serpente celeste Itzam Cab Ain, la cui figura sorregge e insieme minaccia l’ordine cosmico.
Sposo della dea lunare Ixchel, Itzamná presiede a un pantheon complesso e regola l’alternanza tra le ère cosmiche, un tema che percorre trasversalmente le mitologie mesoamericane. La sua figura appartiene alla tradizione testuale maya yucateca, tramandata soprattutto dal vescovo Diego de Landa, distinta da quella del Popol Vuh k’iche’, pur condividendo con quest’ultimo l’idea di cicli di creazione e distruzione successivi, come raccontato nel mito de il diluvio degli uomini di legno.
Il culto di Itzamná era centrato soprattutto nella città di Izamal, che porta ancora oggi il suo nome, dove sorgeva uno dei templi più importanti dedicati alla divinità. La sua eredità sopravvive nell’iconografia post-classica e nelle interpretazioni etnostoriche del pensiero cosmologico maya.
Questa divinità è collegata anche a Xibalbá e Hunahpú e Ixbalanqué.
Itzamná è tradizionalmente accreditato come inventore della scrittura geroglifica maya e del sistema calendariale, doni trasmessi all’umanità per permetterle di registrare la conoscenza e calcolare correttamente i cicli rituali: questo ruolo di divinità civilizzatrice, patrona degli scribi e dei sacerdoti-astronomi, lo colloca in una posizione di prestigio intellettuale distinta rispetto a divinità più direttamente legate ai fenomeni naturali o alla guerra.
Nella tradizione yucateca, Itzamná è spesso associato come consorte alla dea lunare Ixchel, patrona della medicina e della tessitura: insieme formano una coppia divina che presiede rispettivamente al sapere celeste-calendariale e alle arti pratiche femminili, un’articolazione di competenze complementari che riflette una visione maya del cosmo in cui conoscenza intellettuale e sapere artigianale erano considerati ugualmente sacri.
Nonostante il suo status di divinità suprema e creatrice, Itzamná mantiene un profilo relativamente pacato rispetto ad altre figure del pantheon maya più direttamente coinvolte in conflitti cosmici: la sua iconografia lo raffigura solitamente come un anziano saggio piuttosto che come guerriero, un’immagine di autorità basata sulla conoscenza accumulata piuttosto che sulla forza, coerente con il suo ruolo di patrono della scrittura e del sapere calendariale.
