Periodo storico
Culto diffuso a partire dalla dinastia Ming, con radici in tradizioni precedenti
Tipologia
Domini
Riferimenti
Fonti
Investitura degli dei (Fengshen Yanyi); tradizione popolare del Capodanno cinese; Xu Zhonglin, Fengshen Yanyi, capp. XLVII-XLIX

Caishen

財神 (Cáishén)
Caishen è il dio della ricchezza e della prosperità, tra le divinità più popolari della religione popolare cinese.

Caishen è il dio della ricchezza e della prosperità economica nella religione popolare cinese, una delle divinità più universalmente venerate, specialmente in occasione del Capodanno cinese, quando la sua immagine viene affissa sulle porte di case e negozi per attirare fortuna finanziaria nell’anno che verrà.

Non esiste un’unica figura di Caishen: la tradizione popolare riconosce sia un “Caishen civile” (Wen Caishen), spesso identificato con l’antico ministro Bi Gan, sia un “Caishen marziale” (Wu Caishen), identificato con il generale Zhao Gongming, protagonista del romanzo Investitura degli dei, dove viene elevato al rango divino dopo la morte in battaglia al servizio della dinastia Shang.

Ancora oggi Caishen è invocato da commercianti e famiglie con offerte, fuochi d’artificio e banchetti rituali, ed è tra le divinità più raffigurate nell’iconografia popolare cinese insieme ai suoi assistenti, spesso rappresentati con lingotti d’oro e monete come attributi.

Dietro la figura del dio della ricchezza si nasconde in realtà una pluralità di identità sovrapposte, segno di quanto il culto sia cresciuto per stratificazione popolare più che per elaborazione teologica. Il romanzo Investitura degli dei identifica Caishen con Zhao Gongming, il generale taoista caduto in battaglia e poi divinizzato, che cavalca una tigre nera e brandisce una frusta di ferro; altre tradizioni lo riconoscono invece in Bi Gan, il ministro Shang che pagò con la vita la propria integrità, o distinguono un Caishen «civile» e uno «marziale» con templi e attributi separati. Il suo culto ha un calendario preciso: la notte del quarto giorno del capodanno lunare i commercianti aprono porte e finestre, accendono petardi e allestiscono offerte per accoglierne il passaggio, nella convinzione che la prosperità dell’anno dipenda dal momento esatto in cui la divinità viene invitata a entrare.

Questa divinità è collegata anche a Yu Huang e La Giada.

La figura di Zhao Gongming, prima di essere assorbita nel culto di Caishen, era originariamente venerata come divinità autonoma legata al controllo delle epidemie e ai tuoni, cavalcava una tigre nera e veniva raffigurata con la pelle scura e un’espressione feroce: solo con la diffusione del romanzo cinquecentesco che ne narrò l’apoteosi postuma, la sua identità si fuse progressivamente con quella del dio della ricchezza marziale, in un processo di sincretismo tipico della religione popolare cinese, dove figure storiche, eroi letterari e antiche divinità locali tendono a confluire in culti più ampi e duraturi nel tempo.

Nelle case e nei negozi cinesi, l’immagine di Caishen viene tradizionalmente affiancata da quella dei suoi otto assistenti, ciascuno recante un simbolo di prosperità diverso — lingotti, coralli, perle o rotoli di seta — a formare un corteo di abbondanza che i fedeli invitano simbolicamente a varcare la soglia domestica durante i riti di Capodanno. Templi dedicati a Caishen si trovano oggi in tutte le principali città cinesi e nella diaspora d’oltremare, spesso gremiti soprattutto nei primi giorni dell’anno lunare, quando negozianti e famiglie si recano a bruciare incenso nella speranza di assicurarsi un anno di buoni affari.

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