Periodo storico
Periodo classico maya (250-900 d.C.); testo scritto nel XVI secolo
Fonti
D. Tedlock, Popol Vuh: The Definitive Edition (1996); M. Coe, The Maya (varie edizioni); K. Taube, saggi su iconografia maya classica

Vucub Caquix

Wuqub Kaqix (maya k'iche')
Demone-pappagallo gigante che si proclama sole e luna nell'era presolare, sconfitto e privato dei denti e degli occhi dai gemelli eroi del Popol Vuh.

Vucub Caquix, il cui nome significa ‘Sette Ara’ (o ‘Sette Macao’), è un essere mostruoso descritto nel Popol Vuh come un ibrido tra un uccello macao gigantesco e un demone: ha occhi di metallo scintillante e una bocca piena di denti di pietra turchese, e nell’era che precede la creazione dell’umanità attuale si proclama sole, luna e signore assoluto della terra, vantandosi della propria ricchezza e del proprio splendore davanti a ogni creatura.

Gli dèi decidono che una simile arroganza va punita, e affidano il compito ai gemelli eroi Hunahpú e Ixbalanqué: mentre Vucub Caquix si nutre sui rami di un albero di nance, Hunahpú lo colpisce con la cerbottana, fracassandogli la mascella. Ferito, il demone si vendica strappando il braccio dell’eroe, ma i gemelli, fingendosi guaritori itineranti, si offrono di curargli il dolore ai denti: gli estraggono i denti di gemma sostituendoli con semplici chicchi di mais bianco, e infine gli cavano anche gli occhi metallici, privandolo di ogni potere prima che muoia.

L’episodio, che precede cronologicamente il celebre viaggio dei gemelli a Xibalbá, viene letto dagli studiosi come racconto eziologico sulla fine di un’era cosmica presolare: l’arroganza di Vucub Caquix e dei suoi figli Zipacná e Cabracán, anch’essi sconfitti dai gemelli, rappresenta le forze ostentatorie che il vero ordine solare, instaurato solo dopo la vittoria su Xibalbá, deve necessariamente rimuovere.

Anche i due figli di Vucub Caquix, generati con la moglie Chimalmat, condividono e amplificano la superbia paterna: Zipacná si vanta di aver creato le montagne in una sola notte, mentre Cabracán si proclama capace di scuotere la terra a piacimento. I gemelli eroi li affrontano separatamente con stratagemmi diversi (una falsa esca di granchio per Zipacná, un banchetto avvelenato con terra per Cabracán), completando così l’eliminazione sistematica di un’intera famiglia di divinità ostentatorie che l’ordine cosmico maya doveva necessariamente rimuovere prima dell’alba del sole vero.

Una dinastia di falsi dèi da smantellare

La sconfitta di Vucub Caquix non chiude la vicenda, ma la apre a un secondo atto altrettanto significativo: il demone lascia infatti due figli, Zipacná, che si vanta di aver innalzato le montagne in una sola notte, e Cabracán, che si proclama capace di scuotere la terra a proprio piacimento. Entrambi ereditano dal padre non solo la forza fisica ma soprattutto la medesima superbia cosmica, la pretesa di sostituirsi agli dèi legittimi nel governo del mondo.

I gemelli eroi li eliminano uno dopo l’altro con stratagemmi diversi, ingannando Zipacná con un falso granchio e Cabracán con un banchetto avvelenato di terra, completando così lo smantellamento sistematico di un’intera famiglia di divinità usurpatrici. Il Popol Vuh costruisce così, attraverso tre sconfitte in sequenza, un vero e proprio racconto di bonifica cosmica, necessario a preparare il mondo per l’arrivo del sole vero e dell’umanità di mais.

Dettagli
Tipologia
Habitat
Poteri e abilità
Punti deboli
Aspetto fisico
Tipo di creatura
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