Prima ancora che il sole vero sorgesse sul mondo, il Popol Vuh racconta di un’epoca oscura dominata dalla vanità di Vucub Caquix, un enorme uccello dagli occhi di metallo prezioso e dai denti di pietre preziose, che si autoproclamava sole e luna, vantando una luce e una ricchezza che non gli appartenevano di diritto.
Gli eroi gemelli Hunahpú e Ixbalanqué, incaricati di ristabilire l’ordine cosmico, decisero di porre fine a questa falsa sovranità. Colpirono Vucub Caquix con la cerbottana mentre si nutriva su un albero di nance, ferendolo alla mascella; il demone riuscì a fuggire, ma i gemelli, travestiti da guaritori, si offrirono di curargli il dolore ai denti dorati, sostituendoli in realtà con chicchi di mais e privandolo così della fonte del suo falso splendore.
Con la sconfitta di Vucub Caquix, e successivamente dei suoi due figli Zipacná e Cabracán, che incarnavano rispettivamente l’orgoglio della terra e delle montagne, il mondo veniva liberato dalle forze dell’arroganza primordiale, aprendo la strada alla vera creazione del sole, della luna e dell’umanità di mais che avrebbe popolato la terra.
La vicenda di Vucub Caquix si completa con la sconfitta dei suoi due figli, altrettanto superbi: Zipacná, che si vantava di aver creato da solo le montagne e che venne sepolto vivo sotto una di esse tramite uno stratagemma degli eroi gemelli, e Cabracán, lo “scuotitore di montagne”, che credeva di poter distruggere qualunque vetta con la sola forza e che i gemelli indebolirono offrendogli un uccello avvelenato con terra, privandolo per sempre della propria forza sovrumana.
Insieme, le tre sconfitte compongono un unico grande racconto sull’orgoglio smisurato e la sua punizione: padre e figli rappresentavano rispettivamente la falsa luce celeste, la falsa stabilità della terra e la falsa potenza delle montagne, tre pilastri illusori che dovevano essere abbattuti prima che il vero ordine cosmico, fondato sul sole autentico e sull’umanità di mais, potesse finalmente prendere forma.
Una famiglia di falsi dèi da sconfiggere
La sconfitta di Vucub Caquix non conclude la missione degli eroi gemelli, che devono affrontare anche i suoi due figli, entrambi manifestazioni di un’arroganza cosmica da correggere: Zipacná, narrato nell’episodio Zipacná e i quattrocento ragazzi, si vantava di aver creato le montagne, mentre Cabracán, il minore, si gloriava della propria capacità di scuotere la terra con terremoti. Uno dopo l’altro, Hunahpú e Ixbalanqué smascherano e neutralizzano l’intera famiglia con l’inganno, privando la terra di queste presenze usurpatrici prima ancora della vera creazione del sole.
Un mito sulla correzione dell’ordine cosmico
La sequenza degli episodi legati a Vucub Caquix e alla sua famiglia rappresenta, nella struttura narrativa del Popol Vuh, una fase preparatoria necessaria: prima che il vero sole possa sorgere e l’umanità di mais possa essere creata, ogni falsa manifestazione di potere cosmico deve essere identificata e rimossa, un tema di purificazione dell’ordine del mondo ricorrente in molte cosmogonie mesoamericane.
