Periodo storico
Fonti
Apollodoro, Biblioteca; Ovidio, Metamorfosi

Cadmo e i denti del drago

Il mito greco di Cadmo, fondatore di Tebe, che dai denti di un drago ucciso genera i guerrieri Sparti, i cui pochi sopravvissuti al massacro reciproco fondano l'aristocrazia della città.

Cadmo è, nella mitologia greca, il fondatore leggendario della città di Tebe, giunto in Beozia dopo aver vagato a lungo in cerca della sorella Europa, rapita da Zeus sotto forma di toro, seguendo l’oracolo di Delfi che gli indica di fondare una città dove una vacca si sarebbe infine sdraiata a riposare.

Prima di poter fondare la città, Cadmo deve affrontare un drago sacro che custodisce una fonte vicina, ucciso dopo un violento combattimento; seguendo il consiglio della dea Atena, semina poi nel terreno i denti del drago sconfitto, da cui germinano immediatamente guerrieri armati completamente formati, gli Sparti (“seminati”).

Questi guerrieri nati dalla terra si scagliano subito gli uni contro gli altri in un conflitto fratricida, e solo cinque sopravvivono al massacro reciproco: questi cinque Sparti diventano i capostipiti delle famiglie nobili di Tebe, fondando così l’aristocrazia della città sulla base di una violenza primordiale letteralmente scaturita dalla terra stessa.

Il mito di Cadmo, con la sua immagine di guerrieri che nascono armati dal suolo per poi autodistruggersi, è diventato nel tempo una potente metafora della guerra fratricida e della violenza ereditaria, un tema che risuonerà tragicamente nelle generazioni successive della stirpe tebana, incluse le vicende di Edipo e dei suoi discendenti.

La vecchiaia serpentina di Cadmo e Armonia

Secondo la tradizione più tarda, raccolta anche da Euripide nelle Baccanti, Cadmo trascorre la vecchiaia perseguitato dalle sciagure abbattutesi sulla sua discendenza (tra cui la morte di Penteo per mano delle Baccanti) e infine, insieme alla moglie Armonia, viene trasformato in serpente e condotto da Zeus nei Campi Elisi o, secondo altre versioni, tra le genti dell’Illiria di cui la coppia diventa capostipite mitica: un esito che chiude simbolicamente il ciclo iniziato con l’uccisione del drago, poiché il fondatore di Tebe finisce per assumere egli stesso la forma della creatura che aveva sconfitto.

Un fondatore costretto a scontare una colpa

Prima di poter fondare la città, Cadmo deve scontare sette anni di servitù presso Ares, poiché il drago ucciso era una creatura sacra al dio della guerra: solo dopo aver espiato questa colpa può finalmente sposare Armonia e dare inizio, con pieno favore divino, alla dinastia regnante di Tebe. Questo intreccio di violenza fondativa e successiva purificazione rituale è un motivo ricorrente nei racconti greci di fondazione urbana, quasi mai priva di un prezzo di sangue da pagare agli dèi.

La leggenda attribuisce inoltre a Cadmo l’introduzione in Grecia dell’alfabeto fenicio, portato con sé dalla nativa Fenicia insieme al seguito che lo accompagnava nella ricerca della sorella: gli storici greci successivi, come Erodoto, riconobbero effettivamente nell’alfabeto greco arcaico una derivazione diretta da quello fenicio, rendendo Cadmo, oltre che fondatore di città, anche il mitico portatore della scrittura al mondo ellenico.

Dettagli
Sintesi della trama
Cadmo uccide un drago sacro e semina i suoi denti nel terreno, da cui nascono guerrieri armati (gli Sparti) che si distruggono a vicenda; i cinque sopravvissuti diventano i capostipiti dell'aristocrazia di Tebe.
Varianti del mito
Morale e insegnamento
La violenza fondativa lascia un'eredità di conflitto che si trasmette alle generazioni successive, come dimostreranno le vicende tragiche della stirpe tebana.
Tipo di mito
Voci correlate
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