Periodo storico
Fondata attorno al IV millennio a.C.; apice come una delle maggiori città del mondo antico nel periodo sumero (III millennio a.C.)
Fonti
Epopea di Gilgamesh, tavola I; Epopea di Gilgamesh, tavolette I e XI; scavi tedeschi di Warka (dal 1912)

Uruk

Uruk (accadico); Unug (sumerico); Erech (biblico)
Città-stato sumera sull'Eufrate, sede del regno di Gilgamesh e delle sue celebri mura; ospita il tempio Eanna dedicato a Ishtar.

Uruk è una delle più antiche città-stato della Mesopotamia sumerica, situata lungo l’antico corso dell’Eufrate nell’attuale Iraq meridionale, e uno dei primi grandi centri urbani della storia umana, fiorito già a partire dal IV millennio a.C.

Nella mitologia mesopotamica, Uruk è soprattutto il regno del leggendario re Gilgamesh, celebrato nell’Epopea per aver innalzato le possenti mura della città, la cui costruzione viene descritta con orgoglio all’inizio e alla fine del poema come l’opera duratura che sopravvive al re stesso, quando ogni ricerca di immortalità personale si è rivelata vana.

La città ospitava il grande complesso templare dell’Eanna, dedicato alla dea Ishtar (Inanna), centro religioso ed economico di primaria importanza, e nei suoi archivi sono stati rinvenuti alcuni dei più antichi documenti scritti della storia umana, redatti in scrittura cuneiforme protosumerica. Gli scavi archeologici moderni, condotti sul sito dell’odierna Warka, hanno confermato l’esistenza storica di un sovrano di nome Gilgamesh, probabilmente vissuto attorno al 2700 a.C., alla cui figura reale si sovrappose nei secoli la leggenda epica che ne fece un semidio in cerca di immortalità.

Uruk è il sito che ha dato il nome a un’intera epoca archeologica, il periodo Uruk (4000-3100 a.C. circa), perché è qui che compaiono per la prima volta gli elementi che definiscono la civiltà urbana: la città di decine di migliaia di abitanti, l’architettura monumentale in mattoni, il sigillo cilindrico, la ruota del vasaio e soprattutto la scrittura. Le tavolette più antiche rinvenute nel suo livello IV, intorno al 3300 a.C., contengono registrazioni contabili in protocuneiforme: la scrittura nasce come strumento amministrativo, non letterario.

Nell’Epopea di Gilgamesh la città è insieme il vanto e la colpa del re: il poema si apre e si chiude con la descrizione delle sue mura, che Gilgamesh invita a ispezionare come sua opera imperitura, ma è la costruzione stessa a costare al popolo la fatica che provoca il lamento agli dèi e la creazione di Enkidu. L’archeologia ha confermato l’esistenza di una cinta di circa nove chilometri e mezzo, coerente con le cifre del testo. Il santuario Eanna, dedicato ad Ishtar, restò in funzione per oltre tremila anni, fino all’epoca seleucide.

Enmerkar e la sfida al signore di Aratta

La tradizione sumerica colloca a Uruk anche un altro grande sovrano leggendario, Enmerkar, che secondo la Lista Reale Sumerica avrebbe regnato generazioni prima di Gilgamesh e sarebbe stato il fondatore stesso della città come potenza egemone. I poemi epici a lui dedicati raccontano la sua rivalità a distanza con il signore della città montana di Aratta, in una contesa combattuta non con le armi ma con enigmi, tributi e prodigi: per costringere il rivale a riconoscere la supremazia di Uruk e della dea Ishtar, Enmerkar avrebbe fatto ricorso a messaggeri capaci di trasportare messaggi tanto complessi da rendere necessaria, secondo una tradizione successiva, l’invenzione stessa della scrittura su tavoletta d’argilla. La leggenda, indipendente dal ciclo di Gilgamesh, mostra come già in età sumerica Uruk venisse immaginata come culla non solo della regalità ma anche della comunicazione scritta, rafforzando il legame fra la città e le tavolette protocuneiformi effettivamente rinvenute nei suoi strati più antichi.

Dettagli
Regione
Mesopotamia meridionale, presso l'odierna Warka, Iraq
Descrizione luogo
Una delle prime grandi città della storia umana, celebre per le sue possenti mura e per il tempio Eanna dedicato alla dea Ishtar; sede del regno di Gilgamesh.
Stato attuale
Sito archeologico
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