Il Mabinogion è una raccolta di undici racconti in prosa gallese medievale, trascritti tra il XII e il XIII secolo ma basati su una tradizione orale molto più antica, che costituisce la fonte principale per la conoscenza della mitologia e della narrativa eroica del Galles precristiano.
Il nucleo dell’opera è formato dai “Quattro Rami del Mabinogi”, quattro racconti collegati che narrano le vicende di figure come Pwyll, Branwen, Manawydan e Math, intrecciando magia, trasformazioni e conflitti tra il Galles e l’Irlanda in una narrazione di grande complessità simbolica.
Accanto ai Quattro Rami, la raccolta include anche racconti arturiani indipendenti come “Culhwch e Olwen” e “Il Sogno di Rhonabwy”, che testimoniano una tradizione gallese di Artù distinta e in parte precedente rispetto alla successiva elaborazione cavalleresca continentale del ciclo arturiano.
Riscoperto e tradotto in inglese nel XIX secolo da Lady Charlotte Guest, il Mabinogion resta oggi la fonte insostituibile per ricostruire il pantheon e l’immaginario narrativo gallese, complementare rispetto alle fonti irlandesi come il Lebor Gabála Érenn per la comprensione dell’insieme delle tradizioni mitologiche celtiche insulari.
Il significato del nome
Il termine “mabinogi”, da cui deriva il titolo dell’intera raccolta, resta oggetto di dibattito filologico: alcuni studiosi lo collegano alla parola gallese per “giovinezza” o “racconto d’infanzia di un eroe”, mentre altri lo interpretano più genericamente come sinonimo di “narrazione”, riflettendo l’incertezza che avvolge anche molti altri aspetti di questa tradizione trasmessa oralmente per secoli prima della trascrizione medievale.
Un ponte con la tradizione irlandese
Come il Lebor Gabála Érenn per l’Irlanda, il Mabinogion costituisce per il Galles la testimonianza scritta più ricca delle tradizioni mitologiche celtiche insulari, e i due testi condividono numerosi motivi narrativi comuni, come il tema della trasformazione magica e la centralità dei viaggi tra il mondo umano e regni sovrannaturali, segno di un patrimonio mitologico condiviso tra i popoli celtici delle isole britanniche.
Un contrappunto gallese al ciclo irlandese dell’Ulster
Se il Lebor Gabála Érenn ricostruisce le origini mitiche dell’Irlanda attraverso successive ondate di invasori divini, il patrimonio narrativo che affianca il Mabinogion nella tradizione irlandese trova il proprio corrispettivo eroico nel Táin Bó Cúailnge, l’epopea del ciclo dell’Ulster imperniata su un conflitto per il possesso di un toro leggendario: mentre le fonti gallesi privilegiano la magia delle trasformazioni e i rapporti diplomatici tra popoli, quelle irlandesi si concentrano piuttosto sull’eroismo bellico individuale, offrendo un contrappunto complementare alla comprensione dell’intero mondo mitologico celtico insulare.
Il protagonista di quell’epopea, Cú Chulainn, incarna un tipo di eroismo solitario e furioso ben distinto dai protagonisti dei Quattro Rami del Mabinogi, più inclini alla diplomazia e alla metamorfosi che allo scontro diretto: un confronto che gli studiosi del comparatismo celtico hanno spesso utilizzato per distinguere la sensibilità narrativa gallese da quella irlandese, pur riconoscendo in entrambe le tradizioni la medesima matrice culturale insulare precristiana.
