Periodo storico
Redatta nel Lebor na hUidre e nel Libro di Leinster (XII secolo), riflettendo tradizioni orali più antiche
Fonti
Lebor na hUidre (Libro della Mucca Bruna, XII secolo); Libro di Leinster (XII secolo); Libro Giallo di Lecan (versione più tarda); traduzione inglese di Thomas Kinsella (1969)

Táin Bó Cúailnge

Táin Bó Cúailnge ("la razzia del bestiame di Cooley")
La Táin Bó Cúailnge è il testo centrale del ciclo dell'Ulster, la principale raccolta di miti eroici irlandesi. Racconta l'invasione dell'Ulster da parte della regina Medb di Connacht per impossessarsi del toro Donn Cúailnge, e la strenua difesa in singolar tenzone dell'eroe Cú Chulainn.

La Táin Bó Cúailnge (“la razzia del bestiame di Cooley”) è il testo più importante del ciclo dell’Ulster e uno dei capolavori della letteratura irlandese medievale, spesso paragonato per rilievo culturale ai grandi poemi epici del mondo antico.

Il racconto narra l’invasione della provincia dell’Ulster guidata dalla regina Medb di Connacht, decisa a impossessarsi del leggendario toro bruno Donn Cúailnge. Mentre i guerrieri dell’Ulster sono paralizzati da un’antica maledizione, solo l’eroe Cú Chulainn può opporsi da solo all’esercito invasore.

Il testo è tramandato principalmente attraverso due manoscritti medievali: il Lebor na hUidre (Libro della Mucca Bruna, XII secolo) e il Libro di Leinster, dello stesso periodo, entrambi trascrizioni di una tradizione orale probabilmente molto più antica, ambientata in un’epoca eroica precristiana.

Accanto alla narrazione principale, la Táin include numerosi episodi secondari e genealogie che la rendono una fonte preziosa non solo per la mitologia ma anche per la ricostruzione della società e dei valori guerrieri dell’Irlanda gaelica medievale.

La Táin sopravvive in due redazioni principali sensibilmente diverse: la Recensione I, conservata nel Lebor na hUidre, presenta un testo composito e talvolta incoerente, probabilmente frutto della fusione di più versioni scribali; la Recensione II, tramandata nel Libro di Leinster, offre una narrazione più organica e letterariamente elaborata, che si apre con il celebre “dialogo del cuscino” tra Medb e Ailill, la disputa sul confronto dei rispettivi patrimoni che innesca l’intera guerra. Il fatto che l’unica testimonianza scritta del racconto risalga al XII secolo, a fronte di un’ambientazione riferita a un’epoca preromana, alimenta tra i filologi un dibattito ancora aperto su quanto della materia sia autentica tradizione orale pre-cristiana e quanto rielaborazione monastica successiva. Nel Novecento l’opera ha conosciuto una vasta fortuna internazionale grazie alla traduzione inglese di Thomas Kinsella (1969), accompagnata dalle illustrazioni dell’artista irlandese Louis le Brocquy, che ha contribuito a consacrare la Táin come testo fondativo dell’identità letteraria irlandese moderna.

Questo testo è collegato anche a La razzia del bestiame di Cooley e Morrígan.

Il ríastrad e il duello finale dei due tori

Il momento più iconico dell’opera è la trasformazione di Cú Chulainn nel ríastrad, lo «spasimo da guerra»: il corpo dell’eroe si contorce, un occhio si ritira nel cranio mentre l’altro sporge enormemente, i capelli si irrigidiscono e dalla sommità del capo erompe un fascio di luce, la lúan láith in questo stato sovrumano Cú Chulainn semina il terrore tra le fila nemiche prima di tornare, esausto, alla propria forma naturale. La razzia si chiude non con la vittoria di un esercito ma con lo scontro tra i due tori contesi, Donn Cúailnge e il Finnbennach: i due animali si affrontano da soli per un’intera notte, devastando l’Irlanda nel loro percorso, finché Donn Cúailnge non ha la meglio, sventra il rivale e, ormai sfinito dalle ferite riportate, si accascia e muore a sua volta — un finale che riduce l’intera guerra fra Connacht e Ulster a una contesa animale, risolta senza vincitori umani.

Dettagli
Autore
Tradizione orale irlandese, trascritta anonimamente da monaci medievali
Periodo di composizione
XII secolo (manoscritti superstiti), tradizione orale precedente
Lingua originale
Irlandese antico e medio
Affidabilità storica
Leggendaria
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