Periodo storico
Fonti
Citata come fonte in numerose voci del ciclo eroico greco; Epitome Vaticana e Epitome del Monte Athos (ed. Wagner, 1894)

Biblioteca di Apollodoro

La Biblioteca è un compendio in prosa della mitologia greca, attribuito ad Apollodoro di Atene ma composto in realtà tra il I e il II secolo d.C. da un autore anonimo (Pseudo-Apollodoro).

La Biblioteca, tradizionalmente attribuita al grammatico Apollodoro di Atene ma composta in realtà, secondo la critica moderna, da un autore anonimo di età imperiale romana (per questo indicato dagli studiosi come “pseudo-Apollodoro”), è una delle più preziose fonti sistematiche di mitologia greca giunte fino a noi.

Redatta probabilmente tra il I e il II secolo d.C., l’opera si propone come un compendio organico e cronologico dell’intera tradizione mitologica greca: parte dalla teogonia e dalle origini del cosmo, ripercorre le vicende degli dèi olimpici e dei Titani, raccoglie i cicli eroici principali — incluse le fatiche di Eracle, la spedizione degli Argonauti, il ciclo tebano e quello troiano — fino a giungere al ritorno di Odisseo a Itaca.

Proprio per la sua natura compilativa e sistematica, priva delle finalità artistiche o filosofiche delle grandi opere poetiche greche, la Biblioteca costituisce oggi una fonte insostituibile per gli studiosi, spesso l’unica testimonianza sopravvissuta di varianti mitiche altrimenti perdute insieme alle opere poetiche originarie da cui l’anonimo autore le aveva tratte.

Il testo originale della Biblioteca non è giunto integro: una lacuna interrompe l’opera poco dopo il ciclo tebano, eliminando gran parte del racconto della guerra di Troia e del ritorno degli eroi. Questa sezione mancante è nota oggi grazie a due fonti indipendenti riscoperte in epoca moderna, denominate collettivamente Epitome: un manoscritto conservato nella Biblioteca Vaticana e un compendio ritrovato nel monastero ortodosso del Monte Athos, entrambi identificati e pubblicati solo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

Questo testo è collegato anche a Teogonia di Esiodo.

Un compendio insostituibile per gli studiosi moderni

Il valore della Biblioteca emerge con particolare evidenza nel modo in cui organizza i grandi cicli eroici greci: l’opera segue le imprese degli Argonauti guidati da Giasone alla ricerca del vello d’oro, per poi ricostruire in ordine genealogico il ciclo tebano, con la vicenda di Edipo e della sua discendenza maledetta, prima di collegarsi idealmente al ciclo troiano attraverso l’Epitome. Questa architettura genealogica, che collega famiglie eroiche apparentemente distanti in un’unica grande rete di parentele e conflitti, permette ai lettori moderni di orientarsi in un patrimonio narrativo altrimenti disperso tra centinaia di fonti poetiche frammentarie o perdute.

Senza la Biblioteca, la conoscenza moderna della mitologia greca sarebbe significativamente più povera e frammentata: molti dettagli genealogici, varianti locali dei miti e collegamenti tra cicli narrativi diversi sono attestati esclusivamente in questo testo, che pur privo di ambizioni letterarie proprie ha finito per diventare, per la sua stessa esaustività sistematica, il principale strumento di riferimento con cui filologi e storici delle religioni ricostruiscono ancora oggi l’insieme coerente della mitologia ellenica.

Dettagli
Autore
Attribuita ad Apollodoro di Atene; in realtà Pseudo-Apollodoro (autore anonimo)
Periodo di composizione
I-II secolo d.C.
Lingua originale
Greco antico
Affidabilità storica
Alta
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