Camazotz, il cui nome unisce le radici k’iche’ kame, morte, e sotz’, pipistrello, è il guardiano della Casa dei Pipistrelli, la quinta delle prove che i signori di Xibalbá impongono ai gemelli eroi nel Popol Vuh. La creatura è descritta con il muso simile a una lama e la capacità di volare nel buio assoluto, e la casa che presiede è satura di esseri che stridono e si lanciano contro chiunque entri. Come custode di una delle case-prova di Xibalbá, Camazotz si affianca ad altre creature guardiane e sacre esaminate in Animali sacri e creature guardiane a confronto.
L’episodio che lo rende celebre è la decapitazione di Hunahpú. I gemelli superano la notte rifugiandosi dentro le proprie cerbottane, ma all’alba Hunahpú sporge la testa per verificare se sia giorno e Camazotz la stacca con un colpo. I signori di Xibalbá la appendono come palla nel campo del gioco rituale. Il fratello Ixbalanqué organizza il recupero con un inganno: fabbrica una testa provvisoria di zucca intagliata, ottiene che la partita si giochi, e con la complicità di un coniglio che attira i giocatori fuori dal campo riesce a scambiare la testa vera con la finta. Il racconto è alla base della funzione rituale del gioco della palla mesoamericano come confronto tra vita e morte.
L’iconografia del pipistrello-divinità precede però il Popol Vuh di molti secoli: urne funerarie e rilievi zapotechi di Monte Albán, datati tra il V e il I secolo a.C., raffigurano una divinità pipistrello con attributi sacrificali, e la sua presenza è documentata anche nei codici maya del periodo classico. La scelta dell’animale non è arbitraria: il pipistrello abita le grotte, che nella cosmologia mesoamericana sono le bocche di accesso al mondo sotterraneo, e la sua natura notturna e ematofaga lo lega direttamente al sacrificio di sangue. Nella struttura delle prove di Xibalbá — la Casa dell’Oscurità, del Freddo, dei Giaguari, del Fuoco e dei Pipistrelli — Camazotz è l’unico guardiano che riesce a infliggere un danno reale ai gemelli.
Nel Popol Vuh, Camazotz è uno degli abitanti della Casa dei Pipistrelli, una delle prove che gli eroi gemelli Hunahpú e Ixbalanqué devono superare nel loro viaggio attraverso Xibalbá: durante la notte, uno dei pipistrelli decapita Hunahpú, la cui testa viene poi usata dagli dèi dell’oltretomba come palla nel gioco cerimoniale, prima di essere sostituita con una zucca intagliata dal fratello.
L’iconografia classica maya, in particolare a Copán e Kaminaljuyú, mostra Camazotz con ali membranose, artigli e talvolta un naso a foglia caratteristico dei pipistrelli vampiro, associandolo esplicitamente ai sacrifici umani e alla decapitazione rituale: il dio-pipistrello non è quindi un’invenzione tarda del Popol Vuh coloniale, ma affonda in un’iconografia religiosa già consolidata nel periodo classico (250-900 d.C.).
