Periodo storico
Periodo Nara (VIII secolo d.C.) - fonti scritte Kojiki e Nihon Shoki
Tipologia
Divinità maggiore
Domini
Riferimenti
Fonti
Kojiki, libro I; Nihon Shoki, libro I

Kagutsuchi

迦具土神 / カグツチ (Kagutsuchi, giapponese antico)
Kagutsuchi è il dio del fuoco la cui nascita causò la morte di Izanami e la conseguente discesa di Izanagi nel regno dei morti Yomi, evento che innesca l'intera cosmogonia successiva del pantheon shintoista.

Kagutsuchi è il dio del fuoco della mitologia giapponese, l’ultimo figlio nato dall’unione tra Izanagi e Izanami. Il Kojiki e il Nihon Shoki raccontano che il suo parto fu talmente ardente da bruciare gravemente gli organi genitali della madre, causandone la morte e il passaggio nel regno sotterraneo di Yomi. La nascita di Kagutsuchi segna così, nella cosmogonia giapponese, il punto in cui la creazione del mondo si interrompe bruscamente con l’ingresso della morte, della malattia e dell’impurità (kegare) nell’ordine cosmico appena generato.

Izanagi, sconvolto dal dolore e dalla rabbia per la perdita della sposa-sorella, impugna la spada Totsuka-no-Tsurugi e decapita il figlio neonato. Dal sangue che schizza sulle rocce e dalle membra smembrate del corpo di Kagutsuchi nascono numerose altre divinità: dèi della montagna, dèi del tuono, dèi delle spade e della fucinatura, e la dea Mizuhame legata all’acqua, generata quasi come contrappeso salvifico al fuoco distruttore. Questo episodio genealogico è tra i più densi dell’intero Kojiki, e mostra un pattern ricorrente nelle mitologie arcaiche: la morte violenta di una figura divina che genera, per frammentazione del suo corpo, l’ordine differenziato del mondo successivo.

Il culto di Kagutsuchi, spesso venerato sotto il nome alternativo di Homusubi (“colui che genera il fuoco”), si concentra tradizionalmente sul tentativo di placare e controllare la natura duplice del fuoco: forza distruttiva capace di incenerire case e raccolti, ma anche energia indispensabile alla forgiatura dei metalli, alla cottura del cibo e alla purificazione rituale. Santuari come l’Atago-jinja di Kyoto e l’Akiba-jinja gli sono dedicati come protettori contro gli incendi, e ancora oggi vi si svolgono cerimonie annuali di richiesta di protezione per le abitazioni.

Dal punto di vista simbolico, Kagutsuchi incarna l’ambivalenza fondamentale del fuoco nelle culture agricole e artigiane: è ciò che uccide la madre primordiale ma è anche, indirettamente, l’origine della metallurgia e quindi degli strumenti che rendono possibile la civiltà giapponese arcaica. Le divinità nate dal suo smembramento, in particolare quelle legate alla forgiatura delle spade, collegano il mito alle tecnologie del ferro che nel periodo Yayoi trasformarono la società giapponese.

La morte di Kagutsuchi è anche la cerniera narrativa che spinge Izanagi a intraprendere il celebre viaggio verso Yomi nel tentativo di riportare in vita Izanami, viaggio che fallisce e che, al ritorno di Izanagi nel mondo dei vivi, innesca il rito di purificazione (misogi) da cui nascono Amaterasu, Tsukuyomi e Susanoo. In questo senso Kagutsuchi non è solo un dio del fuoco isolato, ma la causa scatenante dell’intera catena cosmogonica che struttura il pantheon shintoista classico.

Le celebrazioni popolari note come Hi-matsuri, i “festival del fuoco” ancora diffusi in diverse regioni del Giappone, sono spesso interpretate dagli studiosi come echi folklorici del culto di Kagutsuchi: cerimonie in cui il fuoco viene insieme temuto, onorato e ritualmente controllato, in una continuità simbolica diretta con il mito delle origini raccontato nel Kojiki.

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