Periodo storico
Periodo Nara (VIII secolo d.C.) - fonti scritte Kojiki e Nihon Shoki
Tipologia
Divinità maggiore
Domini
Riferimenti
Fonti
Kojiki, libro I

Ōkuninushi

大国主神 / オオクニヌシ (Ōkuninushi, giapponese antico)
Ōkuninushi è il dio che governa la terra e la costruisce insieme a Sukunabikona, prima di cederla pacificamente ai discendenti di Amaterasu nel kuni-yuzuri, ottenendo in cambio il grande santuario di Izumo.

Ōkuninushi (“il grande signore del paese”) è la divinità che, nella mitologia giapponese, costruisce e governa la terra prima che questa venga ceduta ai discendenti celesti di Amaterasu. Il Kojiki lo presenta come discendente, alcune generazioni dopo, di Susanoo, che si era stabilito nella regione di Izumo dopo l’esilio dal cielo. Ōkuninushi eredita da questa linea la sovranità sulla terra visibile (utsushi-kuni), in contrapposizione al regno celeste governato da Amaterasu.

Prima di ottenere questo ruolo, Ōkuninushi deve superare una serie di prove imposte dallo stesso Susanoo, che lo sottopone a notti in una stanza infestata da serpenti e vespe, e a un incendio doloso in una landa d’erba, da cui si salva grazie all’aiuto di un topo e della futura sposa Suseri-hime, figlia di Susanoo. Solo dopo aver superato queste prove ottiene la spada, l’arco e il koto sacro di Susanoo, simboli del potere legittimo sulla terra, insieme al permesso di sposare Suseri-hime.

Divenuto signore di Izumo, Ōkuninushi si dedica insieme alla piccola divinità Sukunabikona alla kunizukuri, la “costruzione del paese”: bonifica territori, introduce tecniche agricole e la conoscenza della medicina e dei rimedi contro le malattie, guadagnandosi fama di divinità benefica e civilizzatrice, distinta dalle divinità puramente celesti legate al culto solare.

Il momento decisivo del suo mito è il kuni-yuzuri, la “cessione della terra”: Amaterasu invia più volte messaggeri divini, tra cui infine il potente Takemikazuchi, per chiedere a Ōkuninushi di cedere pacificamente il governo della terra a Ninigi, nipote della dea del sole destinato a scendere sulla terra. Ōkuninushi accetta di ritirarsi, a condizione che venga costruito per lui un grande santuario dove possa essere venerato in eterno come signore del mondo invisibile e delle relazioni umane.

Quel santuario è l’attuale Izumo Taisha, uno dei complessi shintoisti più importanti del Giappone, dove Ōkuninushi è ancora oggi venerato come divinità del matrimonio, dei legami tra le persone (en-musubi) e della buona sorte, un ruolo che contrasta significativamente con la sua origine di sovrano terreno spodestato.

Il mito di Ōkuninushi è spesso letto dagli studiosi come la traccia mitologica di un processo storico di unificazione politica: la sottomissione delle tradizioni religiose e dei culti locali della regione di Izumo al lignaggio imperiale legato ad Amaterasu, mantenendo però ad Ōkuninushi un ruolo di primo piano nel pantheon come garante del mondo invisibile (kakuriyo), complementare e non subordinato a quello della dea solare.

Le tradizioni locali di Izumo, distinte in parte da quelle centrali legate alla corte imperiale, hanno conservato per secoli un culto autonomo di Ōkuninushi, testimoniato anche dal Fudoki di Izumo, un resoconto provinciale che affianca al racconto ufficiale del Kojiki varianti locali del mito della cessione della terra. Questa doppia tradizione, centrale e periferica, è oggi considerata dagli storici delle religioni una delle prove più chiare della natura composita e stratificata della mitologia shintoista, nata dalla fusione di culti regionali diversi sotto un’unica cornice narrativa imperiale.

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