Periodo storico
Tradizione orale navajo, parte del ciclo dell'Emergenza (Diné Bahaneʼ)
Tipologia
Divinità maggiore
Domini
Riferimenti
Fonti
Tradizione orale navajo (Diné Bahaneʼ); cerimonia del Kinaaldá

Changing Woman

Asdzą́ą́ Nádleehé ("la donna che cambia")
La divinità principale della religione navajo, che invecchia e ringiovanisce a ogni ciclo delle stagioni e genera i gemelli guerrieri e il popolo Diné.

Presso il popolo Diné (Navajo), Changing Woman — in lingua navajo Asdzą́ą́ Nádleehé, “la donna che cambia” — è la divinità più venerata dell’intero pantheon: nessuna cerimonia navajo si considera completa senza almeno un canto a lei dedicato, e la sua figura permea ogni aspetto della cosmologia e della vita cerimoniale del popolo.

Changing Woman nasce come una delle figure sacre emerse durante il racconto dell’Emergenza, il lungo percorso attraverso mondi successivi che porta i Diné dalle profondità della terra fino al mondo attuale: trovata da neonata su una montagna sacra e cresciuta in soli dodici giorni fino all’età adulta, incarna letteralmente il passaggio del tempo e il susseguirsi delle stagioni, nascendo in primavera, maturando in estate, invecchiando in autunno e morendo in inverno, per poi rinascere sempre di nuovo in primavera.

Fecondata dalla luce del Sole e dall’acqua di una cascata, Changing Woman dà alla luce due gemelli guerrieri, Naayéé’ Neizghání (l’Ammazzamostri) e Tóbájíshchíní (Nato dall’Acqua), destinati a liberare la terra dai mostri che minacciano la sopravvivenza del popolo. In seguito, secondo il racconto, Changing Woman crea il popolo navajo stesso strofinando la propria pelle e usando la terra racchiusa nel proprio sacchetto cerimoniale per plasmare quattro coppie di esseri umani, ciascuna delle quali diventa il capostipite di uno dei clan originari da cui discendono tutti i Diné.

Ogni ragazza navajo che raggiunge la pubertà rivive simbolicamente la storia di Changing Woman attraverso il Kinaaldá, la cerimonia di passaggio in cui la giovane impersona letteralmente la dea per quattro giorni: corre verso est all’alba, viene modellata fisicamente dalle donne più anziane secondo l’ideale di forza e bellezza incarnato da Changing Woman, e prepara un’enorme torta di mais cotta sottoterra da condividere con l’intera comunità, replicando in piccolo l’atto stesso di nutrimento collettivo che caratterizza la dea.

Il tema della rinascita perpetua attraverso le stagioni, incarnato letteralmente nel corpo di Changing Woman, trova un corrispettivo greco in Persefone, la cui discesa annuale nell’oltretomba e il cui ritorno in superficie scandiscono allo stesso modo il ciclo dell’inverno e della primavera: a differenza di Persefone, però, il cui destino è imposto da un rapimento subito, Changing Woman non è vittima di nessuno, ma la fonte stessa e volontaria del proprio ciclico rinnovamento.

Il nome stesso della dea — “colei che cambia” — è talvolta interpretato dagli stessi Navajo non come un semplice riferimento al ciclo stagionale, ma come un principio filosofico più ampio: la capacità di adattarsi e rinnovarsi restando fondamentalmente sé stessi è considerata dai Diné una delle qualità più alte a cui una persona possa aspirare, ed è per questo che Changing Woman, più di ogni altra figura sacra, viene invocata come modello di vita per le nuove generazioni.

Accanto a Changing Woman esiste anche una sorella o controparte, White Shell Woman, spesso identificata come lo stesso essere sotto un aspetto diverso o come una figura gemella associata all’oceano occidentale: la relazione esatta tra le due varia a seconda del narratore e della cerimonia in cui il racconto viene evocato, un’ambiguità che i Navajo stessi considerano naturale in una tradizione trasmessa oralmente e adattata caso per caso alle esigenze rituali del momento, piuttosto che fissata in un unico testo definitivo come avviene invece per molte scritture religiose del mondo antico mediterraneo.

L’intero complesso cerimoniale noto come Blessingway (in navajo Hózhǫ́ǫ́jí), documentato a fondo a metà del Novecento dagli antropologi Leland C. Wyman e Gladys Reichard come il nucleo rituale più importante dell’intera religione navajo, si fonda proprio sugli insegnamenti che Changing Woman trasmise al proprio popolo prima di ritirarsi a vivere in una casa fluttuante situata oltre l’oceano occidentale: da questo complesso derivano non solo il Kinaaldá, ma la maggior parte dei canti e delle procedure rituali considerate necessarie per mantenere l’hózhǫ́, l’armonia e la bellezza cosmica che la tradizione navajo pone al centro di ogni pratica religiosa. Il figlio di Changing Woman, Naayéé’ Neizghání l’Ammazzamostri — approfondito nella voce dedicata a Nayénzgani — porta a compimento con le armi ricevute dal Sole l’opera di bonifica del mondo dai mostri che la madre aveva reso possibile generandolo, in una continuità narrativa che lega strettamente le due figure.

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