I Fomori sono una stirpe di esseri semi-divini e mostruosi della mitologia celtica irlandese, spesso descritti come deformi, con un solo occhio, un solo braccio o una sola gamba, associati al caos, al mare tempestoso e alle forze distruttive della natura. Rappresentano tradizionalmente gli antagonisti dei Tuatha Dé Danann, il popolo divino dell’Irlanda mitica.
Secondo il Lebor Gabála Érenn (Il Libro delle Invasioni), i Fomori furono tra i primi abitanti o invasori dell’Irlanda, e si scontrarono ripetutamente con le successive ondate di popoli che tentarono di insediarsi sull’isola, incluso il popolo di Nemed e, infine, i Tuatha Dé Danann stessi.
Lo scontro decisivo tra le due stirpi è narrato nella Seconda Battaglia di Mag Tuired: sotto la guida del loro re Balor, dall’occhio mortale capace di incenerire chiunque lo fissasse, i Fomori si scontrarono con i Tuatha Dé Danann guidati da Lugh, nipote dello stesso Balor secondo alcune versioni del mito, in una battaglia che avrebbe deciso il destino dell’Irlanda.
Lugh riuscì infine a sconfiggere Balor colpendolo con una pietra o una lancia proprio nell’occhio mortale, ponendo fine al dominio dei Fomori e sancendo la vittoria definitiva dei Tuatha Dé Danann, un evento che nella mitologia celtica segna il passaggio dal caos primordiale a un ordine divino più stabile sull’isola d’Irlanda.
Non tutti i Fomori sono descritti come mostruosi: Elatha, uno dei loro re, viene ritratto nelle fonti come uno straniero di bellezza quasi divina, che si unisce a Ériu, principessa dei Tuatha Dé Danann, generando Bres, il quale diverrà per un periodo re degli stessi Tuatha Dé proprio in virtù di questa discendenza mista — episodio che testimonia come il confine tra le due stirpi sia più permeabile di quanto il conflitto della Seconda Battaglia di Mag Tuired lasci intendere. Prima di Balor, il sovrano dei Fomori era Tethra, associato a un regno sottomarino nell’Otherworld dove, secondo alcune fonti, si ritirano le anime dei guerrieri caduti in battaglia; un’altra figura fomoriana di rilievo, Cichol Gricenchos, viene descritta come priva di gambe, capostipite di una delle prime ondate a contendere l’isola al popolo di Partholón. Alcuni studiosi leggono nei Fomori non tanto una stirpe demoniaca in senso assoluto quanto una personificazione delle forze naturali indomabili — il mare, le tempeste, l’oscurità prima dell’ordine agricolo — un ruolo strutturalmente analogo a quello dei Titani nella mitologia greca rispetto agli Olimpi.
Questa creatura è collegata anche a Lugh, Dagda e La Seconda Battaglia di Mag Tuired.
Balor e Medusa: lo sguardo mortale come motivo mitico universale
L’occhio incenerente di Balor non è un’invenzione isolata della mitologia irlandese, ma appartiene a una famiglia di motivi diffusa in culture lontanissime tra loro: nella mitologia greca lo sguardo di Medusa pietrifica chiunque lo incroci, esattamente come quello di Balor incenerisce, ed entrambe le figure condividono il tratto di poter essere sconfitte solo evitando il contatto visivo diretto o colpendo l’occhio stesso da un angolo indiretto; questa ricorrenza suggerisce che lo sguardo letale funzioni, in tradizioni narrative indipendenti, come rappresentazione simbolica di un potere talmente pericoloso da non poter essere affrontato apertamente, ma solo aggirato con astuzia.
Bres, la sovranità imperfetta e il tema del re illegittimo
Il regno di Bres tra i Tuatha Dé Danann, reso possibile proprio dalla sua discendenza fomoriana da parte di Elatha, si rivelò un fallimento: avaro e ostile verso i propri sudditi, impose tributi oppressivi e trascurò i doveri di ospitalità che un sovrano irlandese era tenuto a rispettare, finché il poeta Cairbre non lo bollò con una satira così pungente da coprirlo di vergogna pubblica e costringerlo all’abdicazione, un episodio che nella tradizione celtica sancisce il potere della parola poetica di destituire anche un re. La vicenda si intreccia con il principio, diffuso nella regalità sacra irlandese, secondo cui nessun sovrano affetto da un difetto fisico o morale può regnare legittimamente: lo stesso Nuada, predecessore di Bres, aveva dovuto cedere temporaneamente il trono dopo aver perso un braccio in battaglia, prima di riconquistarlo grazie a un arto d’argento forgiato per lui.
