La Seconda Battaglia di Mag Tuired (Cath Maige Tuired) è il racconto dello scontro decisivo tra i Tuatha Dé Danann, il popolo divino dell’Irlanda mitica, e i Fomori, la stirpe mostruosa e caotica che minacciava di sottomettere l’isola sotto un dominio oppressivo e tirannico.
Al centro del racconto vi è Lugh, giovane guerriero dai molteplici talenti, ammesso alla corte del re Nuada solo dopo aver dimostrato di possedere, da solo, tutte le abilità specializzate dei singoli artigiani e guerrieri di corte messe insieme. Fu proprio Lugh, nipote del re fomoriano Balor secondo alcune versioni del mito, a guidare i Tuatha Dé Danann nella battaglia finale.
Il duello decisivo vide contrapposti Lugh e Balor, il re dei Fomori il cui unico occhio, se aperto, incenneriva chiunque vi fosse esposto: quando i suoi stessi servitori sollevarono la pesante palpebra per scagliare lo sguardo mortale su Lugh, questi lanciò con una fionda una pietra (o una lancia, secondo altre versioni) che trapassò l’occhio di Balor, uccidendolo all’istante e ribaltando le sorti dello scontro.
Con la morte di Balor e la sconfitta dei Fomori, i Tuatha Dé Danann assicurarono il proprio dominio sull’Irlanda, e Lugh, celebrato come eroe supremo, divenne una delle figure più venerate del pantheon celtico, associato alla luce, alle arti e alla sovranità legittima conquistata attraverso il merito piuttosto che la sola nascita.
L’antefatto della battaglia risale alla Prima Battaglia di Mag Tuired, in cui i Tuatha Dé Danann, guidati dal re Nuada, sconfissero il popolo dei Fir Bolg ma videro il proprio sovrano perdere un braccio in combattimento: poiché la legge richiedeva che il re fosse fisicamente perfetto, Nuada dovette cedere temporaneamente il trono a Bres, figlio del fomoriano Elatha, la cui parentela mista avrebbe dovuto garantire la pace con i Fomori. Il regno di Bres si rivelò però tirannico e avaro: negando l’ospitalità dovuta a poeti e artigiani e imponendo tributi umilianti, si attirò una satira pubblica che lo costrinse ad abdicare. Nel frattempo il medico divino Dian Cécht aveva forgiato per Nuada un braccio d’argento funzionale, permettendogli di riprendere il trono a pieno titolo: fu proprio questo ritorno al potere legittimo, unito al risentimento di Bres deposto, a spingere quest’ultimo a rifugiarsi presso il padre fomoriano e a organizzare l’invasione che sfocerà nella Seconda Battaglia. Durante lo scontro, lo stesso Dian Cécht mantenne un pozzo di guarigione magico in cui i guerrieri caduti dei Tuatha Dé venivano immersi di notte per essere resuscitati pronti a combattere l’indomani, finché i Fomori non scoprirono lo stratagemma e iniziarono a fare a pezzi i cadaveri nemici per impedirne la rianimazione.
