Periodo storico
Attestato nell'Avesta, in particolare nel Vendidad (I millennio a.C.)
Fonti
Avesta, Vendidad, capitolo 2

Yima e la Vara

Vara
Mito escatologico zoroastriano del rifugio sotterraneo costruito dal re Yima per volontà di Ahura Mazda, destinato a salvare la vita da un inverno cosmico distruttivo.

Il mito di Yima e la Vara racconta di uno dei più antichi sovrani della tradizione iranica, Yima, noto nell’epica persiana successiva con il nome di Jamshid, e della costruzione di un rifugio sotterraneo, la Vara, destinato a salvare le forme di vita più preziose del creato da un inverno cosmico di portata catastrofica: si tratta di uno dei racconti escatologici più significativi tramandati dai testi avestici, in cui il tema della sopravvivenza a una catastrofe naturale si intreccia strettamente con la cosmologia zoroastriana del rinnovamento del mondo voluto da Ahura Mazda.

Secondo il racconto conservato nel Vendidad, una delle sezioni dell’Avesta dedicate alle norme rituali e purificatorie, Ahura Mazda avvertì Yima dell’imminente arrivo di un inverno terribile e mortale, capace di ricoprire di neve e ghiaccio l’intera terra e di sterminare ogni forma di vita: per proteggere la creazione da questa catastrofe, il dio ordinò a Yima di costruire un rifugio quadrangolare sotterraneo, la Vara, in cui raccogliere coppie di ogni specie di animali, semi delle piante più utili e i migliori esemplari del genere umano, creando così un’arca sotterranea capace di preservare la vita fino al termine dell’inverno cosmico.

A differenza dei racconti diluviani presenti in numerose altre tradizioni mitologiche, in cui la minaccia proviene dalle acque, nel mito iranico di Yima la minaccia è costituita dal gelo e dalla neve, un dettaglio che alcuni studiosi hanno collegato al ricordo mitizzato di un reale periodo di raffreddamento climatico vissuto dalle popolazioni indoiraniche nella loro patria originaria, l’Airyanem Vaejah, prima delle grandi migrazioni verso l’altopiano iranico: la Vara di Yima, illuminata artificialmente e organizzata secondo un ordine preciso di spazi per uomini, animali e piante, rappresenta così un microcosmo perfetto, un’immagine in miniatura del mondo ordinato secondo la volontà divina.

Il regno di Yima, precedente alla tirannia del drago Zahhak, viene descritto dalla tradizione epica come un’epoca dell’oro di pace e abbondanza, durante la quale morte e malattia erano sconosciute; la sua caduta, causata secondo alcune versioni da un peccato di superbia nei confronti del divino, avrebbe aperto la strada proprio all’ascesa della tirannia demoniaca, collegando così il mito di Yima e la Vara al più ampio ciclo narrativo che vede nell’eroe Fereydun il futuro liberatore del popolo iranico dal giogo del male.

Dal punto di vista comparativo, il mito di Yima e la Vara è stato spesso accostato dagli studiosi ai numerosi racconti diluviani presenti in altre tradizioni mitologiche, dall’arca di Noè della tradizione biblica al racconto sumero-babilonese di Utnapishtim, fino al mito greco di Deucalione e Pirra: pur variando la natura della minaccia, che nel caso iranico è il gelo anziché l’acqua, la struttura narrativa di fondo resta sorprendentemente simile, con un essere umano prescelto che riceve un avvertimento divino, costruisce un rifugio secondo istruzioni precise e vi conserva una selezione rappresentativa della vita da preservare per il mondo futuro. Questa affinità strutturale ha portato numerosi comparativisti a inserire il mito di Yima all’interno della vasta famiglia dei racconti di catastrofe e rinnovamento diffusi in culture antiche di tutto il mondo, pur sottolineandone al contempo la specificità profondamente zoroastriana, legata com’è alla visione escatologica di un cosmo destinato a un rinnovamento finale voluto e guidato da Ahura Mazda stesso.

Dettagli
Sintesi della trama
Varianti del mito
Morale e insegnamento
Tipo di mito
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